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Titanic at 100, testimonianze a cent’anni dal naufragio

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Philip Littlejohn

Philip Littlejohn, a relative of a Titanic survivor, visits Blue Coat School, Coventry.

 

Il 14 aprile 2012 si e’ celebrato il centenario della tragedia del Titanic. A Birmingham molte sono state le manifestazioni programmate per ricordare l’avvenimento. Il ricordo dei morti e i racconti dei  sopravvissuti hanno tuttavia accomunato le confinanti regioni delle West Midlands e quella della Black Country.

Con molte settimane di anticipo, il quotidiano “Birmingham Mail” ha dedicato una serie di reportages alla vicenda del Titanic. La rubrica “Titanic at 100” ha avuto il merito di far emergere le storie di alcuni sopravvisuti che da sempre avevano evitato il clamore mediatico. Ci hanno pensato in alcuni i casi i nipoti, eredi di un passato e di un ricordo indiscutibilmente  pregnante, a rendere onore alle gesta di alcuni eroi sconosciuti. Rimasti nell’ombra per tantissimi anni. Eroi tornati alla quotidianita’ segnati dalle grida di chi si inabissò assieme alla nave.

E’ la storia di Alexander James Littlejohn, steward di prima classe. Il nipote John, uno dei sostenitori del “Titanic Heritage Trust” di Coventry, ha dichiarato che il nonno “non parlava mai della sua esperienza, gli uomini  sopravvissuti  al disastro non furono trattati da eroi”. “Il fatto che morirono molte donne e bambini, fu visto come una vera disgrazia”. La tragedia aveva però lasciato ampie e visibili tracce in Alexander James Littlejohn, e come afferma il nipote “i capelli e le sopracciglia di mio nonno divennero bianche a causa dello shock passata la nottata”.

 

A scoinvolgere Alexander James furono le grida delle persone mentre affondavano assieme alla nave. “Furono terribili e strazianti”.  Il nipote John ha voluto consegnare alla storia definitivamente la vera storia del nonno, per il pubblico interesse e soprattuto, come dichiara lui stesso, “perché la catastrofe della Concordia ha riportato tutto a galla”.

Gli eventi organizzati dalla citta’ di Birmingham sono stati molteplici: commedie romantiche, “tribute dinner”, musical e la proiezione in un maxi-schermo del rifacimento del film di James Cameron in 3D.

Commemorare non serve solo a ricordare. Serve a ricordare perche’ questi tipi di tragedie non accadano piu’. Gli “smemorati “ dovrebbero sapere che le tragedie non servono a qualcosa, ma sono solo l’apice di qualcosa che con molta attenzione in futuro si potra’ evitare. Ma come e’ noto la Storia insegna e gli uomini dimenticano. In fretta.

Marco Tiozzo

Leggi l’altra testimonianza sul Titanic: Amelia, la discendente del violinista del Titanic, salvatasi dal disastro della Concordia

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