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L’arte “politica” nella Tunisia in transizione: documentario e crowdfunding

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Il porto di Giovinazzo. Immagine dal documentario L'acqua calda e l'acqua fredda
felice maniero
Tunisia

La Tunisia oggi è un paese di frontiera: una fragile democrazia, l’unica ad aver messo radici dopo le “primavere arabe”, che si trova stretta nella morsa fra le minacce di Daesh e il rischio di torsioni autoritarie in nome della lotta al terrorismo. Con la crisi economica che rende tutto più difficile – vedi le ultime polemiche (italiane) sugli aiuti (sacrosanti) dell’Unione europea all’olio tunisino.

Ma non si è esaurita la la spinta al cambiamento innescata dai giovani che scesero in strada il 18 dicembre 201o per cacciare il dittatore Ben Ali: è l’arte uno dei linguaggi attraverso cui oggi si esprime il protagonismo politico dei giovani. È proprio quello che i due registi Gaia Vianello e Juan Martin Baigorria sono andati, videocamera alla mano, a raccontare. Storie che ora diventeranno un documentario, “Les Amoureux des bancs publics la rue qui résiste avec l’art”, che si può sostenere con il crowdfunding. Servono 8mila euro.

La campagna è stata lanciata sulla piattaforma Indiegogo, a questo link. La produzione è di Sunset, come il precedente lavoro “This is not paradise”sostenuto anche da A Nordest Di che – che raccontava la vita sfruttata delle donne di servizio migranti in Libano, per la regia di Lisa Tormena e Gaia Vianello,

street-art-tunisia«Cinque anni sono trascorsi dalle rivolte che hanno portato, il 14 gennaio 2011, alla deposizione di Ben Ali e alla Rivoluzione dei gelsomini – spiega la regista Gaia Vianello – Da allora, una serie di eventi hanno trasformato il Paese e ci siamo chiesti qual’è veramente la situazione oggi? Cos’è successo a tutti quei giovani e meno giovani che si sono riversati nelle strade, facendo sperare tutti noi che insieme è possibile cambiare le cose?» Prosegue Juan Martin Baigorria: «Mentre cercavamo una risposta a queste domande ci siamo accorti che la risposta dei tunisini è nell’arte».

Un’arte intesa come mezzo di comunicazione, che può arrivare dove i social networks non arrivano, nelle periferie e nei villaggi più sperduti. I gruppi di questa nuova arte di strada tunisina hanno i nomi di Zwewla, Ghar-Boys, la Fédération Tunisienne de Ciné-Club, Corps Citoyen, Brotha from Another Motha Company, Danseurs-Citoyens, Art Solution, Mass’Art e molti altri.

disobbedienza-civile-daesh«Anche quest’anno abbiamo deciso di lanciare una nuova campagna di crowdfunding per avvicinare le persone al genere del documentario e cercare di raccogliere i fondi per completare la post-produzione del documentario “Les Amoureux des bancs publics” – dice Lisa Tormena, Presidente di Sunset Soc. Coop – un lavoro di grande professionalità a cui daremo tutto il nostro sostegno. Noi di Sunset crediamo fortemente nel ruolo del documentario come strumento di consapevolezza, riflessione e informazione per i cittadini. In Italia purtroppo il panorama del documentario vive una grave carenza di risorse per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questa campagna».

Noi ci siamo, e vi invitiamo a sostenere il progetto. Fra le ricompense per chi dona (da 5 a 1000 euro) ci sono la possibilità di vedere il film in streaming in anteprima, una copia del dvd, fino alla possibilità di diventare produttore associato.

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