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Tutte le volte che il mondo è finito (al cinema)

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Biografilm Festival 2012 (dall’8 al 18 giugno a Bologna) propone per la sua ottava edizione una ricognizione su un tema che è da sempre al centro di ogni civiltà e immaginario, la fine del mondo, intesa come cambiamento, fine di un ciclo e, quindi, rinnovamento. Con Tutte le volte che il mondo è finito, Biografilm quest’anno supera le tradizionali evocazioni di periodi storici definiti (come l’Italia del ’60 o il mondo globalizzato degli anni’80) presentando due opposti, ma complementari, punti di vista sulla fine del mondo e su una possibile ricostruzione: The Last Day proporrà al pubblico del festival, attraverso lo sguardo disincantato, a tratti pungente, di alcuni tra i più creativi registi contemporanei, 8 diversi punti di vista su quello che potrebbe accadere l’ultimo giorno sulla Terra – 8 film che saranno lanciati nelle prossime settimane. The Days After presenterà altri 8 film che tenteranno di definire le linee guida e i comportamenti più efficaci per costruire un mondo più sostenibile, un futuro più equilibrato:

The Days After

Alla luce di un crescente popolamento delle città, la necessità di ridisegnare gli spazi urbani si fa sempre più urgente: Gary Hurstwit con il suo Urbanized – terza parte della trilogia dedicata al design (Helvetica e Objectified i primi due capitoli) – mostra, attraverso interviste con urbanisti, designer, intellettuali e architetti (tra cui Oscar Niemeyer, Sir Norman Foster e Rem Koolhaas) riflessioni e possibili soluzioni su un tema ancora molto discusso: chi è davvero autorizzato a dare forma e funzione alle nostre città? Quali sono le sfide che le metropoli devono affrontare per adattarsi al presente e prepararsi al futuro?

Osserviamo le conseguenze della sovra-popolazione anche da un altro punto di vista: quello di una mucca. LoveMEATender, documentario diretto dal belga Manu Coeman, racconta come la sovrabbondanza dei paesi sviluppati abbia favorito un crescente consumo di carne, diminuendo allo stesso tempo la consapevolezza rispetto a ciò che mangiamo. Attraverso grafiche accattivanti, esempi globali illuminanti e una colonna sonora d’autore, Coeman mostra le conseguenze, per noi e per gli animali, di quello che mettiamo a tavola.

Il rapporto cibo/globalizzazione viene esplorato in uno straordinario documentario diretto da Mark Hall Sushi: The Global Catch: come è accaduto che il sushi, da semplice ed elegante cibo giapponese, diventasse uno dei piatti più diffusi da quasi 30 anni? La crescente richiesta di sushi, da ogni parte del mondo, ha portato con sé gravi conseguenze – come la probabile estinzione del tonno pinna blu – e Hall, con il suo lavoro, propone una via d’uscita, nel tentativo di ricordare al mondo globalizzato che si può sopravvivere al progresso.

Non è della stessa opinione Mathieu Roy che, con Harold Crooks, dirige Surviving Progress, tratto dal best-seller di Ronald Wright e prodotto da Martin Scorsese. I più grandi intellettuali e scienziati al mondo (tra cui Stephen Hawking) si interrogano sugli effetti, non sempre positivi, che ha avuto il progresso sull’evoluzione dell’uomo, ricordando i pericoli che l’umanità corre se non inizia a ricordare a sé stessa che perfino la Terra ha dei limiti.

I quattro cavalieri dell’apocalisse arriveranno, si tratta di capire quando e, casomai, come fare per evitarlo. L’unica differenza è che per Ross Ashcroft i suoi Four Horseman rappresentano piaghe molto attuali: il crollo dei mercati finanziari, il terrorismo, la povertà e il collasso del nostro ecosistema. 23 intellettuali (Noam Chomsky, tra gli altri) provano a trovare una soluzione, innanzitutto facendo quello che sanno fare meglio: argomentare.

La riflessione, questa volta invece puramente filosofica, è la chiave per uscire dalla crisi e affrontare il day after: Astra Taylor con il suo Examined Life porta i filosofi fuori dalle accademie dando voce e spazio al pensiero di Slavoj Žižek che, all’interno di una discarica, riflette sull’atteggiamento dell’uomo nei confronti dell’ecologia oppure al filosofo Cornel West che illustra la simmetria tra filosofia e jazz.

C’è chi combatte per una società che sia più rispettosa dell’ambiente e si autodefinisce “terrorista ecologico”: Confessions of an Eco-Terrorist dell’attivista americano Peter Jay Brown offre allo spettatore una prospettiva, spesso ironica, della vita a bordo della nave del capitano Paul Watson e della sua organizzazione, la Sea Shepherd Conservation Society, un’associazione di veri e propri ribelli del mare dediti alla salvaguardia  della fauna marina.

Il tema dell’ambiente torna in Critical Mass e, per il regista Mike Freedman, la Terra è unicamente minacciata dal più potente e pericoloso dei suoi nemici: l’uomo. Freedman fa iniziare la sua riflessione dal celebre esperimento condotto dall’ecologista e psicologo John Calhoun che, nel 1968, studiò gli effetti comportamentali e sociali di una piccola cittadella sovraffollata di roditori. Il risultato di Calhoun fu una spietata similitudine sulle previsioni del costante e crescente sovraffollamento e globalizzazione tra gli esseri umani, un’analisi che, ancora oggi, ci deve spingere a riflettere non solo sui limiti della globalizzazione stessa ma soprattutto sulle conseguenze e sulle potenzialità che ogni essere umano possiede per migliorare il proprio ambiente e l’intero pianeta.

QUESTA LA SELEZIONE UFFICIALE DEI FILM IN CONCORSO

Biografilm Festival 2012

Selezione Ufficiale – In Concorso

Politici, musicisti, cineasti ma anche persone comuni che, con passione e determinazione, hanno cambiato il corso della storia, non solo la loro. Vite trasgressive, intense, impegnate, uniche e meravigliose, tutte accomunate dal desiderio di cambiare il proprio destino, sfidando tutte le convenzioni: Biografilm Festival porterà a Bologna 10 imperdibili anteprime, nazionali ed internazionali, frutto di un’attenta ricerca e selezione tra gli oltre 450 lungometraggi arrivati da 40 Paesi.

Joscha Fischer è stato il primo esponente del partito dei Verdi ad entrare nel Parlamento tedesco: la sua vita è la chiave con cui Pepe Danquart racconta la storia politica della Germania dal Dopoguerra in poi in Joschka und Herr Fischer (anteprima italiana), ripercorrendo insieme all’ex Ministro degli Esteri tedesco e nome di spicco del panorama politico mondiale, le principali vicende che hanno segnato la storia, non solo tedesca ma anche europea.

Ad un’altra grande personalità legata alla recente storia politica, stavolta di casa nostra, è dedicato il documentario di Daniele Segre: Luciana Castellina, Comunista (anteprima mondiale). Luciana Castellina è una militante politica, giornalista e scrittrice italiana, co-fondatrice de Il Manifesto nel 1969; è stata deputata nazionale per tre legislature e deputata europea (1974-1994), ha inoltre ricoperto la carica di Presidente della Commissione Europea per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi di informazione.

Ancora la politica, stavolta a confronto con il mondo della cultura e del teatro in particolare, è al centro della vicenda umana e artistica di Judith Malina, la storica fondatrice del Living Theatre, protagonista di Love & Politics (anteprima internazionale) diretto da Azad Jafarian. Dopo la morte del marito e co-fondatore del Living Theatre Julian Beck e del secondo marito Hanon Reznikov, Judith si è ritrovata da sola a lavorare e a vivere con un gruppo di giovani attori. A 85 anni, con una salute precaria e problemi finanziari, Judith continua a portare avanti lucidamente il suo sogno di una “bellissima e non violenta rivoluzione anarchica”.

Auma Obama è nota per essere la sorella maggiore del primo Presidente nero degli Stati Uniti, ma non tutti conoscono la sua complessa figura di femminista cresciuta nell’era post coloniale. The Education of Auma Obama (anteprima italiana) di Branwen Okpako è il ritratto intimo e appassionato di una donna brillante, che portò il suo contributo alla nuova generazione di intellettuali e attivisti in grado di dare forma al neonato Kenya indipendente.

In Jason Becker: Not Dead Yet (anteprima italiana) di Jesse Vile l’evento che scuote l’esistenza del chitarrista prodigio Jason Becker è un male incurabile: a 19 anni Jason viene colpito dalla SLA, una malattia degenerativa che ha paralizzato completamente il suo corpo ma non il suo straordinario genio. Vent’anni dopo, senza la facoltà di muoversi o parlare, Becker continua a comporre musica con gli occhi. Il film ricostruisce, attraverso materiali d’archivio inediti, la toccante vicenda umana e artistica del musicista e virtuoso della chitarra Jason Becker.

Passione per la vita che travalica i confini della malattia: è un tema che ritroviamo anche in Sea of Butterfly (anteprima internazionale), dove due giovani disabili mentali, innamorati da sette anni, decidono di sposarsi accettando e, insieme, superando i rispettivi limiti.

In Ricky on Leacock (anteprima europea) è la vita del leggendario documentarista Richard Leacock a essere narrata e descritta dalla sua allieva Jane Wiener, che l’ha filmato e seguito per oltre trent’anni osservando pedissequamente la regola numero uno per diventare un bravo filmmaker: go out and shoot. Attraverso incredibili materiali d’archivio, il film ripercorre la carriera del documentarista tra i pionieri del direct cinema (la versione americana del cinema veritè) accanto ad altri grandi nomi come Robert Drew e DA Pennebaker.

Dennis Hopper è il protagonista di Hopper: In His Own Words, in anteprima mondiale. Scritto e diretto da Cass Warner Sperling il film è un ritratto dell’attore e regista, anticonformista e irrequieto, messo al bando da Hollywood per dieci anni e risorto come un’araba fenice, sfidando i suoi demoni.

The Search for Michael Rockefelle (anteprima europea) di Frazer C. Heston, regista e produttore, figlio di Charlton Heston. In questo documentario, Heston racconta la figura tormentata e contraddittoria di Michael Rockefeller, nipote del famoso governatore di New York e appassionato antropologo, sparito nel nulla nel 1961 nelle acque della costa della Nuova Guinea (si dice ancora abitata da tribù che mangiano carne umana!), dove si era recato per una spedizione con altri compagni di viaggio. Attraverso il materiale girato da Milt Machlin, giornalista partito sulle tracce del giovane Rockefeller nel 1969, il film riporta alla luce uno dei più grandi misteri senza soluzione del Novecento.

Una grande e, inizialmente, ostacolata storia d’amore è quella raccontata da Chloè Barreau in La Colpa di Mio Padre (anteprima mondiale): una passione proibita che scandalizzò la Francia all’inizio degli anni’ 70, quella tra un prete – che abbandonò immediatamente la Chiesa – ed una giovane infermiera…i genitori della regista.

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