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Ci siamo, si parte. Domani a Bologna parte il terra di tutti film festival, un  giro del mondo attraverso le cronache sconosciute del sud del pianeta – dalle miniere della Cina alle protagoniste di piazza Tahrir, passando per il Mediterraneo dove transitano i barconi dei migranti – sul grande schermo in quattro giorni di proiezioni gratuite: da giovedì 11 a domenica 14 ottobre entra nel vivo la sesta edizione del Terra di Tutti Film Festival, la rassegna internazionale di doc sociali organizzata dalle ong Cospe e Gvc. Appuntamento al cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino, 65) con oltre quaranta proiezioni dedicate a migrazioni e nuove cittadinanze, sfruttamento dell’ambiente e del lavoro, lotte per i diritti e per l’accesso alle risorse, video collettivi e “dal basso” realizzati dalle giovani generazioni.  A un anno dalla morte di Vittorio Arrigoni sarà proiettato Vik Utopia, il documentario sul processo per l’uccisione dell’attivista di pace a Gaza.

I protagonisti della rivoluzione egiziana si racconteranno negli audiodoc Volti di Tahrir, e il movimento degli Indiani d’America sarà narrato attraverso la vita del suo fondatore nel pluripremiato A good day to die. E ancora, la kermesse porterà al cinema la rinascita culturale dell’Afghanistan sotto occupazione, gli slum bengalesi dove si lavora nelle concerie, le strategie di resistenza messe in atto dagli “eretici” del capitalismo anche in Italia e i video del Premio Ilaria Alpi, di Gender Bender, del Festival delle Terre di Roma, di Tutti nello stesso piatto di Trento, del ConCorto di Piacenza. Si inizia giovedì 11 ottobre con una sessione dedicata alle frontiere invisibili della “Fortezza Europa” (ore 20,00) con ospite il giornalista esperto di migrazioni Gabriele Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe: sul grande schermo le testimonianze dei migranti africani giunti nel canale di Sicilia e qui respinti verso la Libia, raccolte nel pluripremiato Mare chiuso di Andrea Segre e Stefano Liberti. Alle ore 22,00 il festival incontra il Premio Ilaria Alpi e il suo direttore Francesco Cavalli, con la proiezione del reportage vincitore dell’edizione 2012 Spazzatour di Emilio Casalini e di The nigerian connection di Chiara Caprio, Juliana Ruhfus e Orlando von Einsiedel, finalista tra i doc stranieri. La Cineteca di Bologna (via Riva di Reno, 72) ospita lo speciale dedicato alle foreste “Pillole verdi”, con una sessione di doc (giovedì 11 ottobre alle ore 17,00) e un convegno sul “La gestione forestale sostenibile dalla teoria delle politiche alla pratica del mercato, sino alle scelte dei cittadini” (venerdì 12 alle ore 10,00). I video prodotti dai giovani, un focus sull’Afghanistan, i doc sullo sfruttamento delle miniere e una sessione dedicata alla Palestina di Vittorio Arrigoni riempiono la giornata di venerdì 12 ottobre. Si inizia alle ore 15,30 con Prove costituenti 3, realizzato dai ragazzi dell’Istituto penale minorile del Pratello di Bologna per la regia di Agnese Mattanò. Due giovani fratelli Tuareg, divisi tra il Niger e il nord Italia, sono i protagonisti di Solo andata. Il viaggio di un Tuareg, di Fabio Caramaschi, trasmesso nei Doc3 da Rai3. Alle ore 19,00, al via il primo degli appuntamenti con gli audiodoc Volti di Tahrir, una rassegna di brevi ritratti raccolti dalle voci dei protagonisti della rivoluzione, con i suoni e i racconti della piazza simbolo della primavera araba. Realizzati da Marco Pasquini, Luca Mandrile e Emiliano Sacchetti e trasmessi da Radio3, cinque degli audiodoc saranno trasmessi in lingua originale con sottotitoli italiani in altrettanti appuntamenti nel corso del festival. Viene invece dal festival Glbt Gender Bender City of borders di Yun Suh, dedicato alla vita di gay e lesbiche a Gerusalemme, in proiezione dopo Volti di Tahrir 1.  Alle ore 20,30 “Storie di pietre diritti”, un focus sullo sfruttamento predatorio dei lavoratori e dell’ambiente nelle miniere, dalla Cina del carbone (Coul miner di Kuang Gong) alla Palestina della pietra naturale (Sacred stones di Muayad Alayan e Laila Higazi). Alle 22,30 l’atteso doc Vik Utopia, in una sessione dedicata alla Palestina e alla memoria di Vittorio Arrigoni. La regista Anna Maria Selini sarà ospite del festival. 

Ambiente e lavoro sono protagonisti della giornata di sabato 13 ottobre, che si apre alle ore 15,00 con un documentario candidato ai David di Donatello 2012: Langhe doc – storie di eretici nell’Italia dei capannoni, di Paolo Casalis, racconta le storie di chi ha deciso di intraprendere delle vie alternative al degrado sociale, politico e culturale della penisola. Alle ore 17,00 un viaggio negli slum del Bangladesh, tra sfruttamento e inquinamento legati alle concerie (Hazaribagh, toxic leather di Elise Darblay e Eric de Lavarene) e tra i migranti indiani al lavoro nelle campagne di Latina (Padrone bravo di Simone Amendola, già vincitore del TTFF 2010 con Alisya nel paese delle meraviglie). Alle 19,00 ambiente e biodiversità in primo piano per “El dia de la tierra”, con i video vincitori del festival trentino Tutti nello stesso piatto.  Alle ore 20,30 un viaggio del mondo attraverso le “Visioni di strada” con Free Running Gaza, doc trasmesso da Al Jazeera in cui George Azar e Mariam Shahin raccontano la vita di due giovani palestinesi che hanno fatto del parkour una sfida contro ogni barriera. La sessione serale (alle ore 23,00) è dedicata ai migranti in Europa, con A new day has com di Emiliano Sacchetti, storia delle famiglie palestinesi giunte dall’Iraq e dalla Siria in Europa alla ricerca di una nuova vita. Una città controversa e multiforme, animata da un profondo mutamento politico è la Tangeri de La sposa del Nord, di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, che aprirà le “Visioni domenicali” il 14 ottobre alle ore 15,30. È stato proiettato all’International Al Jazeera documentary film festival 2012 Lady of the square, in cui Adel Elgammal traccia il ritratto di alcune protagoniste femminili della primavera araba.  È dedicata ai Balcani a 20 anni dall’assedio di Sarajevo la sessione delle ore 17,30. Donne che rifiutano la morte di Mohamed Kenawi, proiettato da Al Jazeera, ritrae le donne bosniache che hanno attraversato la guerra e il lutto e sono in lotta per una vita dignitosa. Arriva invece dal Concorto di Piacenza Kthimi, di Blerta Zeqiri, il ritorno di un uomo alla propria famiglia dopo anni di prigionia in Serbia. Il reportage fotografico di Alain Keler Paria, i Rom in Europa racconta poi la vita di una delle minoranze più emarginate del vecchio continente.  Alle ore 19,30, un’opera dedicata al movimento che ha cambiato per sempre la vita dei nativi americani e a uno dei suoi fondatori. A good day to die, il pluripremiato film diretto da David Mueller e Lynn Salt, racconta la vita di Dennis Banks dall’adolescenza, passata in collegio, al servizio militare in Giappone, fino alla messa in opera delle prime azioni conflittuali e alla fondazione, nel 1968, dell’American Indian Movement. La proiezione è in collaborazione con il Festival delle Terre di Roma. Il festival si chiude alle ore 21,00 con le premiazione e le proiezioni dei migliori video dell’edizione 2012. Tutte le proiezioni sono gratuite. Il programma del festival è disponibile su www.terradituttifilmfestival.org.

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