Rubriche Stoccolma Varie 18 aprile 2012

Nuovo post, nuova blogger. Dal suo Anordestdiche in quel di Stoccolma ecco Antonella

Sono una marinante (anche se a dire il vero sono nata all’ospedale di Chioggia). Da sempe amo viaggiare, conoscere popoli diversi, tradizioni diverse, idee diverse, scoprire cose nuove e vedere posti nuovi. Non a caso ho scelto di studiare lingue contro tutto e tutti, io “genio” matematico, ho ripudiato questo dono. Gli studi di lingue mi portano in Germania e in Inghilterra per lunghi periodi. Poi la sorpresa. Alla fine, ad un passo dalla laurea, con un posto di dottorato che mi aspetta in Austria, con un profondo interesse per le culture precolombiane, una richiesta di insegnamento di italiano presso una cattedra della Nuova Zelanda, incontro un ragazzo svedese! Ricomincio da capo, scopro nuove culture che non avevano mai sfiorato il mio pensiero e diventa amore a prima vista.

Oggi vivo a Stoccolma, bellissima capitale vivibile e trascorro le estati al polo nord, immersa nell’immensa natura solitaria, tra i popoli oriundi. Una cultura che sta diventando la mia casa, ma che voglio anche criticare. Amo scrivere e collaboro con diverse riviste dedicate agli italiani a Stoccolma e agli emigrati nel mondo. Scrivo di tutto, ma soprattutto dei problemi dell’insegnamento ai bilingui, passione nata giá durante i 17 anni trascorsi in Germania. Da tempo sento il bisogno di costruire qualche cosa per questi ragazzi mezzi italiani e mezzi svedesi, per migliorare la loro italianitá e forse anche la mia. Sogno di viaggiare per lavoro, ma intanto lo faccio con la fantasia.
Ultimo pensiero: sto pensando di aprire il club dei veneti a Stoccolma!

Antonella Tiozzo





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Redazione

(1) Reader Comment

  1. ciao!Mi chiamo Valeria e dopo un avventura lavorativa in svezia di 6 mesi, sto pensando seriamente a trasferirmi. Ho trovato molto interessanti le tue parole, anche critiche delle volte, su questa terra. Per me e stato bello vivere finalmente in un paese dove i servizi funzionano..l italia ci ha abituato a standard cosi bassi che e impossibile non stupirsi di fronte a quelli svedese, ma allo stesso tempo ho anche assaporato parte delle tue riflessioni. Mi sono innamorata di un ragazzo iraqueno che vive a stoccolma da ormai 7 anni. Dalle sue parole di riconoscimento per questa terra che lo ha accolto, quando in Iraq c era ancora la guerra, posso pero intravedere il dolore nel non sentirsi mai fino in fondo parte del popolo svedese.Lavora presso IKEA e si ritiene fortunato ad avere un posto sicuro, ma allo steso tempo ha dovuto rinunciare alla sua passione e al suo talento come artista per sopravvivere. Quando ho lavorato con lui in IKEA, era per me un progetto di soli 6 mesi, ho notato facilmente l atteggimanento degli svedesi nei suoi confronti. Absolutely polite….ma sempre sottolineando la oro superiorita’. Il prossimo anno prendera la cittadinanza che per lui vorra’ dire essere finalmente libero di viaggiare ovunque vorra…penso che non smettera mai di ringraziare la svezia per questo, ma allo stesso tempo riuscira’ mai a sentirsi parte di questa?E io,se e quando mi trasferiro’, riusciro’ a farne parte? Un saluto grande

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