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Un ape calessino, tre persone, e il giro in 6 giorni della Sicilia: suggerimenti per la visita

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Un'immagine dall'inchiesta web Repubblica Popolare di Bolzano
Ubaldo
agrigentobis

L’avventura in salsa slow, per accorgersi di quello che ci passa intorno, gustarsi la vacanza, cogliere quanto si sta vivendo. E staccare un po’ da vite spesso frenetiche. Stiamo parlando del The Great Italiana Rickshaw Adventure. Partiamo dalle certezze, che non sono poi molte: c’è un punto di partenza, uno di arrivo, un numero di giorni predefiniti. Un percorso da programmare giorno per giorno. Ah, dimenticavamo: ci si sposta in squadre di tre persone, a bordo di un unico mezzo di trasporto, un rickshaw, ovvero un ape calessino. Velocità massima, 50 chilometri orari. Ed ecco che la vacanza slow è servita, vi assicuriamo che vi divertirete. C’è anche un risvolto sociale: lungo il percorso dovrete raccogliere almeno 500 euro da devolvere poi in beneficenza. Ma se cavalcherete la penisola a bordo di un ape, probabilmente qualche amico riuscirete a farvelo, anche perché avrete tempo di starlo ad ascoltare.

Il sito propone cinque itinerari, noi vogliamo consigliarvi il SicilyTour, dal 4 al 9 agosto: Catania-Trapani-Catania, 600 chilometri circa attraversando di netto la Sicilia. E proviamo ad immaginare per voi anche un cronoprogramma, sperando di darvi qualche dritta giusta, partendo da un presupposto: la Sicilia si farà amare, ed è forse una delle regioni più indicate per un viaggio del genere.

4 agosto: se pensate che, visto il giro in ape calessino, avremo pietà di voi, vi sbagliate. Infatti vi allunghiamo la strada. Ma da Catania non potete che percorrere i 69 chilometri che vi dividono da Siracusa. Una città, migliaia di anni di storia. Dall’anfiteatro romano, con le latomie (il celebre orecchio di Dioniso, come lo nominò Caravaggio) all’isola di Ortigia, fino alla fonte Aretusa. Fermatevi in piazza Duomo, sedetevi, non occorre dire altro. Nel pomeriggio riprendete: 88 chilometri vi separano da Ragusa, o meglio dalla città vecchia, Ragusa Ibla. Avete presente Montalbano, il telefilm? Ecco, quelli sono i luoghi. Di strada ci sarebbe anche Noto, capitale italiana del barocco. Dovrete fare una scelta, dolorosa.

5 agosto: Gambe in spalla, o meglio sull’ape calessino. Vi aspettano 135 chilometri per arrivare ad Agrigento. Arrivateci verso sera: la valle dei templi è unica, ancora più bella, verso il tramonto. Anche meno calda, a dirla tutta. Anche la città vecchia non è poi male, soprattutto se state mangiando dei cavatelli all’agrigentina, con ricotta salata, melanzane, aglio, cipolla, pomodori. Una delizia, forse non proprio estiva, ma da non perdere.

6 agosto: Partenza di buon mattino: 174 chilometri e si arriva a Trapani. Parcheggiate bene l’ape calessino, piccola digressione: prendete la funicolare per salire ad Erice. Ne varrà la pena. Fate un bel giro sul lungomare, attraversate la città vecchia, godetevi un aperitivo. Avete appena attraversato la Sicilia da est a ovest, l’isola di Favignana è là, poco lontano.

7 agosto: si riparte, altro versante. 110 chilometri vi porteranno a Palermo. Qua dirvi cosa vedere o cosa meno, in una giornata, è un po’ dura. Facciamo così: la cappella palatina è d’obbligo. Ma anche la passeggiata dai quattro canti verso i teatri. Ma anche…ok, scegliete, non sbaglierete mai. E soprattutto fatevi una pausa col tipicissimo “pani ca meusa”, il panino con la milza. Non è male, anzi: vi conquisterà. Consigliato però per stomaci abbastanza preparati.

8 agosto: Sono 224 chilometri che vi aspettano. Perché la penultima giornata di viaggio vi darà soprattutto una cosa da vedere, il viaggio stesso. Sul mare, da Palermo a Messina. Un modo per farvi rimanere nel cuore la Sicilia. Una cartolina lunga 224 chilometri.

9 agosto: Da Messina si torna a Catania, 95 chilometri con una tappa. In mezzo c’è Taormina, col suo teatro, da non perdere. Unica pecca: forse è l’unica città veramente troppo turistica, a volte invasa dai turisti. E poi arrivate a Catania. La pietra scura, lavica, vi conquisterà. La casa del Verga meno, se non amate i suoi libri. Ma voi siete là per un motivo: mangiare la migliore pasta alla norma d’Italia. Buon viaggio!


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