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Vacanze di Natale a San Pietroburgo (ma Leningrado dov’è?)

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Meteorologicamente parlando passare le vacanze di Natale a San Pietroburgo potrebbe sembrare una pazzia. Eppure, se certo dovete prepararvi a temperature costantemente sotto lo zero, fitte nevicate e pochissimo sole, lo scenario è incantevole: la Neva ghiacciata, i monumenti e i palazzi coperti da una coltre bianca, il piacere del tepore offerto da musei incredibilmente ricchi, le architetture neoromantiche e gli spazi dilatati illuminati a festa che fanno sembrare la città l’ambientazione di una favola che parla di principi e principesse. Quella che segue è una piccola guida che segue una settimana di soggiorno tra il giorno di Natale e quello di Capodanno. Diciamo che cinque giorni sono tempo giusto per non fare tutto di corsa.

Ma Leningrado dov’è?

Prima di iniziare con l’itinerario una piccola nota. Se partite cercando tracce della Rivoluzione d’Ottobre e della Leningrado assediata, fulcro e mito del potere sovietico, meglio lasciar perdere. A parte il piazzale davanti alla stazione di Finlandia, con un Lenin imponente ed emozionante, la strada tra l’aeroporto e il centro (guardate fuori dal finestrino: è tutto lì), l’incrociatore Aurora e qualche falce e martello sui palazzi del Novecento, la San Pietroburgo offerta ai turisti dal sistema museale è una glorificazione della Russia imperiale dei Romanov, una celebrazione del potere che ha plasmato una città sorta dal nulla tra il 1702 e il 1703 per garantirsi uno sbocco al Baltico. Questa celebrazione così smaccata (e acritica) viene accompagnata da un silenzio clamoroso tra tutto quello che c’è stato tra l’ultimo Zar, Nicola II, ucciso dai bolscevichi, e Vladimir Putin: più che il sospetto si rafforza la sensazione che tanta glorificazione sia funzionale alla traslazione di una legittimazione popolare (che ha molto di religioso) al potere di oggi. Tanto per fare un esempio il museo sulla storia della città di San Pietroburgo termina il suo racconto al 1917. Ma anche altrove (tranne nel museo dedicato ad Anna Achmatova) l’epoca sovietica viene semplicemente ignorata. Come se Leningrado – il nome che la città tenne tra il 1926 e il 1992 – semplicemente non fosse esistita. Una rimozione.

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Consigli prima del viaggio: visto, abbigliamento, soldi, trasporti

Qualche consiglio generale per affrontare San Pietroburgo in inverno. Visto: per entrare in Russia occorre ottenere il visto. La procedura è molto complessa (trovate qui un’ottima guida) e per essere sicuri dovete muovervi con almeno un mese di anticipo, tenendo conto che dovrete recarvi in un’altra città sia per depositare la domanda che per ritirare il passaporto con il visto. E’ la prima cosa da affrontare se avete in mente un viaggio in Russia. Veniamo alle notizie che vi saranno utili sul posto. Tra Natale e Capodanno a San Pietroburgo il sole sorge alle 10 e cala alle 16. Detto questo la luce perdura per più tempo e tanto probabilmente sarà nuvoloso e nevicherà. Tenete conto che i musei aprono tutti dopo le 10. Vestiario: vestiti pesanti da montagna sono l’ideale ma l’importante è salvare i piedi, un paio di scarponi da neve e siete salvi. Se però avete in programma una serata a teatro per il balletto portatevi qualcosa di elegante: jeans con una giacca basteranno, da lì in su va tutto bene. Per i trasporti: i taxi sono comodi e non troppo costosi, ottima la metropolitana ma se vi piace camminare il centro è a portata, in mezzora si raggiunge tutto quello che bisogna visitare e si può godere al meglio la città. Tenete conto che camminare nella neve, e sul ghiaccio, è faticoso e i muscoli ne risentono. Prezzi: San Pietroburgo è abbastanza cara, fate conto di fare un viaggio in Italia. Si può risparmiare qualcosa sul cibo nelle tavole calde, ma non è un viaggio economico. In più se qualcosa si può far pagare i russi lo fanno pagare. Quasi ovunque vengono accettate le carte di credito ma conviene cambiare qualche rublo: meglio in città perché il cambio in aeroporto è molto più caro. Per la lingua serve un po’ di ingegno: non molti parlano l’inglese ma la gran parte delle indicazioni sono sia in cirillico che in alfabeto latino. Per i musei invece se volete i dettagli nella vostra lingua (spesso anche in italiano) meglio munirsi di audioguida. Noi abbiamo soggiornato a Vasil’evskij, l’isola al centro di San Pietroburgo che ospita le colonne rostrate: un buon punto ma senza molti hotel.

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Giorno 1: l’isola Fortezza

La fortezza dei Santi Pietro e Paolo è il primo nucleo della città. San Pietroburgo nasce nel 1702 per l’esigenza di conquistare, grazie alla guerra con la Svezia, uno sbocco sul Baltico. Il primo insediamento è questa imponente fortezza trasformata in polo museale. La cattedrale ospita le tombe dei Romanov. Con il biglietto cumulativo si possono visitare cinque musei: quello sulla storia di San Pietroburgo, ospitato dalla casa del Comandante, è fatto molto bene ed è un’ottima introduzione alla città. Vengono affrontati tutti gli aspetti: economia, costumi, architettura. Ovviamente…si ferma al 1917. Se avete ancora forze potete allungarvi fino all’incrociatore Aurora, la nave dalla quale partì il segnale che diede il via alla rivoluzione d’Ottobre.

Giorno 2 e 3: Hermitage e Palazzo d’Inverno

Non lo credevo eppure servono almeno due giorni per visitare senza affanni Hermitage, Piccolo Hermitage e Palazzo d’Inverno. Il complesso museale è unico ed è consigliabile acquistare il biglietto online: si evitano le code e la formula dei due giorni (sono consecutivi) è comoda. Il mercoledì e il venerdì l’orario è prolungato fino alle 21, altrimenti il museo chiude alle 18. Oltre alla sua sterminata collezione vengono spesso ospitate mostre temporanee: nel caso specifica una bellissima su Piero della Francesca e una su Rembrandt. Se siete persone metodiche conviene separare la visita al Palazzo da quella al museo vero e proprio per quanto le aree di sovrapposizione siano tante. Nella pianificazione della visita non fidatevi della cartina principale che vi viene consegnata all’entrata: la collezione dedicata all’impressionismo è ora ospitata in un nuovo museo nel palazzo imperiale che si affaccia sulla piazza del Palazzo d’Inverno e servono almeno tre ore. Insomma, si rischia la sbornia e si cammina per chilometri. Ma ne vale la pena.

Giorno 4: San Pietroburgo e i suoi scrittori

Se siete appassionati di letteratura potete immergervi nelle atmosfere di Pushkin, Dostoevskij, e Achmatova. Partite dalla casa di Dostojevski, vicino alla fermata di Dostoevskaija, spostatevi poi al museo di Anna Achmatova (non vicinissimo – mezzora a piedi) e infine alla casa di Pushkin in pieno centro. Per tutti è consigliabile l’audioguida perché senza si rischia di perdere molto del significato.

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Giorno 5: Prospettiva Nevskij, Chiesa del Sangue Versato e Sant’Isacco

Prospettiva Nevskj è l’arteria lungo la quale si è sviluppata parte della storia della città: i palazzi ospitano negozi, librerie, hotel. Un gioiello è la chiesa della Madonna di Kazan, con il suo colonnato che ricorda San Pietro. Decisamente più deludente (almeno per il sottoscritto che l’ha trovata molto kitch) la chiesa del Sangue Versato, costruita a fine Ottocento con i suoi mosaici. Da vedere assolutamente Sant’Isacco: si possono prendere due biglietti, uno per il museo e uno per la cupola. Se dovete scegliere salite i circa 160 scalini che vi portano al colonnato della cupola: la vista di San Pietroburgo dall’alto è imperdibile. Subito davanti a Sant’Isacco, affacciato sulla Neva c’è la famosa statua di Pietro I Il grande a cavallo.

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Giorno 6: qualche spunto

E poi? Poi ci sono l’ammiragliato, imponente, la Neva da percorrere sulle sue sponde. Camminare è, se fattibile, la scelta migliore.  Seguendo i canali ghiacciati potete arrivare ad angoli nascosti come il mercato di Apraksin Dvor (solo per esperti di contesti underground). Potete prenotare (con largo anticipo, assieme al visto), uno spettacolo al teatro Marinskj la sera di capodanno. E poi a festeggiare tra la piazza del Palazzo d’Inverno e la Neva. Buon anno!

Luca Barbieri/Silvia Fabbi