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DSC_1933Dopo tanti anni di vacanze trascorse a viaggiare per visitare paesi nuovi, a scoprire luoghi e odori sconosciuti, ad assaporare piatti mai provati, a bagnarmi in mari blu, e ad ascoltare il silenzio di luoghi incontaminati, ho deciso di ritornare a ”casa”, di trascorrere un lungo periodo nella cittá da cui provengo, per rivivere con i sensi di quando ero bambina, vedere le lunghe spiagge di sabbia, bagnarmi nel mare Mediterraneo, crogiolarmi al sole, assaporare i piatti locali e immergere i miei sensi negli odori nostalgici di un passato che non c’é piú.

Dietro tutto questo celo anche un nascosto intento, quello di trasmettere a colei che occupa il posto piú importante nella mia vita tutte queste conoscenze e rendere la sua vita piú piena, i suoi confini piú ampi,  lei, la figlia di due mondi, lei la mediatrice culturale di questa societá sempre piú multiculturale.

Ho trovato tutto intatto, come se il tempo si fosse fermato; la generositá della gente locale, le amiche con qualche anno in piú, ma belle uguali come sempre, la bellezza dei paesaggi, i tramonti incantatori in laguna, il calore intenso del sole a mezzogiorno, la bontá dei cibi, i bossolá, la torta alla mandorle. Ho ritrovato un mondo che non avevo lasciato, ma che portavo dentro di me nei miei spostamenti. Nulla di tutto questo avevo dimenticato, lo avevo solamente parcheggiato in un angolo del mio conscio.

Tutto si é risvegliato. Per un mese abbiamo vissuto al ritmo di due spiaggianti, con alzate all’alba per una prima passeggiata in riva al mare e colazioni al bar, pennichelle dopo pranzo per evitare di cucinare le nostre pelli alquanto bianche al sole, nuotata pomeridiana e cena sul davanzale di un qualche ristorante o da qualche amica per ricordare i tempi passati, di tramonti ricchi di colori intensi, di chiacchierate. Sono stati momenti pieni di ricordi, una vita che avrebbe potuto essere la mia, ma che per scelta ho lasciato.

Ho trovato immutato anche il malcontento popolare nei confronti di una situazione politica che non cambia dalla seconda guerra mondiale. Le amiche con la quali ho parlato, i vecchi che amo molto e le generazioni dei figli degli amici, insomma tutti hanno espresso un sentimento negativo nei confronti di un ladrocinio generale politico. Ho ascoltato le loro lamentele e tutto questo mi fa male. La gente, quella che vive del proprio lavoro, quella che fa fatica a trovare lavoro, quella gente che io sento vicina, che sento vera, che é quella che io amo, quelli sono insoddisfatti, dicono che nulla é cambiato e nulla cambierá. Mi chiedo fino a quando questa gente potrá sopportare una situazione economica insicura, piena di una casta politica che ha portato alla rovina l’Italia e che continua a depradarla. Mi chiedo fino a quando tutto questo potrá durare, quando scoppierá quella rivolta popolare che potrá cambiare qualche cosa. Quando la legge riuscirá ad essere uguale per tutti e la casta di politici infami verrá punita. Per quanto tempo il popolo riuscirá a sopportare immobile questo spreco di risorse umane ed economiche. In altri stati il popolo sovrano é sceso in piazza e la rivolta é iniziata, ma in Italia quando avverrá tutto questo? Siamo un popolo di pacifici, che non ama le rivolte, ma senza pane non si mangia e senza lavoro non si vive e la gente senza futuro chide giustizia. La mia bella Italia, quella dei monumeti, delle cittá ricche d’arti, quella di Michelangelo e Dante, quella della buona cucina, quella dei lavoratori di fabbrica, quella che fa fatica ad arrivare a fine mese. Confido nella giovani generazioni e spero che riescano a dare un giro di vite.

Io amo l’Italia e la sua gente e qui a oltre 2 mila chilometri di distanza non posso far altro che riflettere su tutto questo e sentire un forte dolore.

Antonella Tiozzo

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