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Treno di notte da Venezia: 18mila adesioni, la campagna non si ferma

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La stazione di Venezia S. Lucia di sera

Tempo di Mostra del Cinema, il Lido di Venezia torna a riempirsi di cineasti, cinefili e curiosi, e per chi si ferma solo una giornata al festival il ritorno a casa sarà un bel grattacapo: sono stati attivati vaporetti e bus notturni da Piazzale Roma a Mestre, ma oltre Mestre o si ha l’auto o si rimane letteralmente a piedi. L’ultimo treno per Vicenza parte alle 22.05, per Udine alle 23.04, per Bologna c’è un regionale alle 19.42 o un Intercity notte poco dopo mezzanotte. Torna d’attualità il tema dell’assenza di mezzi pubblici fra Venezia e il resto del mondo dopo le undici di sera, denunciata dalla pagina Facebook “Voglio un treno da Venezia dopo la mezzanotte” che in tre mesi ha raccolto 18.500 adesioni. Il promotore Elio De Limone – nickname di un architetto del Trevigiano – continua a portare avanti la campagna. Finora si è rivolto a politici veneti, a partire da Luca Zaia, ma non solo. Facciamo il punto con lui.

Ci racconti gli ultimi sviluppi della campagna per il treno notturno da Venezia?

L’ultima azione significativa della campagna è stato l’incontro con Elisa De Berti, lo scorso 5 agosto. L’assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto ci ha gentilmente invitato presso la sede di Veneto Strade. Nell’incontro, in esito alla nostra email del 6 luglio precedente (mentre è rimasta senza risposta diretta quella al Presidente Zaia in data 15 Giugno 2015), ha chiesto di ripetere in sintesi le ragioni del gruppo “Voglio un treno da Venezia dopo la mezzanotte”. L’assessore, di recentissima nomina, ha detto di essere in una fase di ascolto a 360 gradi delle richieste provenienti dal territorio, e si è riservato di dare una risposta, positiva o negativa, appena definito un quadro operativo (entro 30-60 giorni, circa).
Ero solo all’incontro ma sempre, ovviamente, premettendo che parlavo a titolo collettivo dei 18.000 e più aderenti all’iniziativa. In questa fase è perciò importante continuare a dare visibilità all’azione, nei modi civili e collaborativi con i quali è stata condotta dall’inizio, di modo che in questa riflessione operativa, l’assessore abbia sempre ben presente la richiesta, non solo nostra, ma dei moltissimi utenti del trasporto ferroviario regionale.

Quali amministratori e politici hanno risposto alle lettere spedite? Oltre alle dichiarazioni di principio hai registrato qualche impegno più sostanzioso?

Il 23 luglio abbiamo scritto anche alla presidente del Friuli, Debora Serracchiani, email rimasta per ora senza risposta, mentre ci hanno risposto favorevolmente i sindaci di Gorizia, Pordenone e Udine. Con il sindaco di quest’ultima, Furio Honsell, abbiamo avuto un colloquio telefonico nel quale si è detto disponibile a fare da riferimento per il coordinamento dei sindaci delle grandi città del Friuli, compresa Trieste, e con la presidente regionale. Lo richiameremo a breve per chiederne conto.

La pagina Facebook della campagna

Dagli amministratori veneti che risposta c’è stata?

Dal Veneto hanno risposto i sindaci di Rovigo, Vicenza, Belluno e Treviso, e abbiamo avuto un incontro anche con il sindaco di quest’ultima, Giovanni Manildo, città che come Udine si è resa disponibile a fare da coordinatrice dell’azione. Anche qui richiameremo a breve per avere riscontro degli impegni presi.
L’obiettivo sarebbe giungere ad una richiesta da parte dei sindaci delle città capoluogo ai presidenti di regione. Vedremo se ci riusciremo! Diciamo che oltre alle dichiarazioni di principio non ho colto, finora, grosse azioni concrete, anzi. E di questo chiederemo conto nei prossimi giorni.
Hanno risposto anche alcuni sindaci di comuni minori, in vario modo e a vario titolo, testimonianze di attenzione al problema di cui li ringraziamo. Anche il loro supporto sarà utile nell’orientare le scelte regionali.

Sono nati contatti con associazioni – come Ferrovie a Nord Est molto attiva in Veneto – o gruppi di pendolari?

Abbiamo avuto contatti con Ferrovie a Nord Est e gruppi di pendolari, recentissimamente con il Comitato Pendolari Quarto d’Altino e il Comitato Pendolari Veneto Orientale, ad esempio. Una delle idee a breve è di condividere con loro delle azioni.

È cominciata la Mostra del Cinema di Venezia, e in tanti sentiranno sulla propria pelle i disagi derivanti dalla mancanza di collegamenti su ferro dopo una certa ora. Hai ricevuto segnalazioni a riguardo?

Circa i disagi sentiti dai cittadini per i grandi eventi, come l’apocalittico Art Night Venezia, il comunque difficile rientro dal Redentore (per il quale erano stati predisposti treni speciali) e ora la Mostra del Cinema, ci arrivano di prima mano i commenti alla pagina Facebook. Non mi risulta ci siano treni speciali per il rientro dalla Mostra del Cinema, un commento dice amareggiato: “Grossi problemi anche per chi vuole andare alla 72° mostra del cinema (se devi vedere un film in fascia serale) senza pernottare nelle poche e costosissime stanze rimaste in questo periodo, grazie a questo schifo di servizio ferroviario che dopo le 22 o hai l’albergo o dormi su qualche panchina in attesa di rientrare a casa con il primo treno del mattino”.

Ecco la lettera integrale inviata all’assessore ai trasporti della Regione Veneto, Elisa De Berti:

Gentile Assessore Elisa De Berti,
e.p.c.
al Presidente Luca Zaia (referente per i Grandi Eventi);
Ass. Federico Caner (con delega per il Turismo);
Ass. Cristiano Corazzari (con delega per la Cultura).

Complimentandoci per la recente nomina e con i migliori auguri di buon lavoro, Le trasmettiamo la presente richiesta a nome degli oltre 18.000 utenti aderenti alla pagina Facebook “Voglio un treno da Venezia dopo la mezzanotte”.

Si tratta di un’adesione trasversale, condivisa da normali cittadini, lavoratori pendolari, studenti, turisti che soffrono il disservizio costituito dall’assenza di treni di rientro notturni da Venezia e che, nei moltissimi commenti ricevuti, evidenziano anche altre lacune nei servizi ferroviari regionali. Il tema, oltre che l’aspetto trasportistico, riguarda la vitalità sociale e la promozione economica, turistica e culturale del territorio veneto e non solo, d’interesse anche degli altri assessori in indirizzo per opportuna conoscenza.

La presente richiesta ha trovato ha trovato visibilità sui quotidiani del nordest, il TG regionale, numerosi notiziari e blog on-line, e sta ricevendo riscontri favorevoli da parte di numerosi sindaci di comuni e città, anche importanti, nel Veneto ma non solo.

Successivamente all’introduzione dell’orario cadenzato, dalle 23:00 (ma anche molto prima per le direttrici meno fortunate) il capoluogo regionale cade in una sorta di coprifuoco dei collegamenti con l’entroterra, incomprensibile per quello che dovrebbe essere il cuore dell’“area metropolitana”. Il raffronto con i servizi delle altre aree metropolitane europee e non solo (dove i servizi notturni sono spesso estesi alle 24h, sette giorni su sette) è impietoso. Inoltre, anche se per Venezia la carenza è più evidente, questa riguarda anche i collegamenti con gli altri capoluoghi del Veneto, estendendosi all’intero nord-est.

Evitando, per brevità, di richiamare qui tutti i punti indicati nella lettera aperta inviata al Presidente Zaia in data 15 Giugno 2015, che alleghiamo integralmente e per la quale attendiamo puntuale risposta, sottolineiamo come, oltre ad essere un oggettivo vincolo al diritto di mobilità dei cittadini, questa carenza penalizzi le nostre città e molti significativi settori e attività economiche: dalla cultura, agli eventi, al tempo libero, alla ristorazione, etc.
A fronte di una prospettiva di progressivi tagli e riduzioni del servizio a nostro avviso è necessario attivare al contrario una convinta promozione e incentivazione del trasporto pubblico, oggi sostanzialmente assente, con tutta la determinazione che una qualsiasi casa automobilistica impiegherebbe per promuovere un nuovo modello che, altrimenti, difficilmente venderebbe. Oltre a proseguire quindi il percorso avviato dal cadenzamento, puntando all’integrazione oraria e tariffaria tra tutti i gestori di trasporto pubblico (la vicina Svizzera, e in particolare il bacino di Zurigo, è un esempio di ottimizzazione dei trasporti che ha ormai vent’anni di applicazione pratica), è necessaria una correlata azione di forte promozione e incentivazione.

In questo senso, ci piacerebbe fosse avviata una sperimentazione di tre mesi dei treni notturni di rientro, associandola però ad una vasta programmazione di eventi, estesi al Veneto e al Nordest, coordinati con i molti teatri, musei, festival, centri culturali, città d’arte, coinvolgendo le associazioni di categoria della ristorazione, del commercio, della ricettività, con sconti e incentivi per chi utilizzi i treni per muoversi.

Si otterrebbe così un’effettiva incentivazione e promozione del trasporto pubblico e, allo stesso tempo, una grande occasione di promozione turistico-culturale e valorizzazione delle risorse territoriali già esistenti. Perduta l’opportunità come “Capitale della cultura europea 2019”, questa potrebbe essere un’occasione , alternativa e a più breve scadenza, per unire sostenibilità dei servizi di trasporto e promozione territoriale.

Da Lei, gentile Assessore, e da questa Giunta, espressione di una forte maggioranza in Consiglio Regionale e con un intero mandato di fronte, attendiamo una risposta chiara.

Confidando nel fatto che questa diffusa e sentita richiesta sia da Voi presa nella dovuta considerazione e condivisa, ci aspettiamo degli impegni precisi e verificabili nella loro attuazione, per il miglioramento del servizio ferroviario regionale e il ripristino del collegamenti notturni ora inesistenti.

Ringraziando sin d’ora per l’attenzione e in attesa di un puntuale riscontro, alleghiamo la lettera aperta al Presidente Zaia e porgiamo i nostri più cordiali saluti.

A nome degli oltre 18.000 aderenti all’iniziativa,

Elio De Limone

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