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Pan, Amor y…Andalucìa, è il titolo di una vecchia commedia romantica diretta da Javier Setò.

Così ripercorro a ritroso il mio viaggio nel sud della Spagna, che è un po’ il sud di tutte le nazioni. Un sud che sa di caldo, un’atmosfera avvolgente, magica, dove anche i quartieri più poveri diventano ‘cartoline’ di viaggio.

La prima  sera a Malaga decido di immergermi per le strade del centro: è mezzanotte e la movida spagnola è appena iniziata. Bar pieni, come da copione. Poco più in là, in una piazza, ecco pronti i manifestanti. Ma di che?

Chiedo ad un ragazzo che distrattamente passa davanti a me.

-“De qué es la manifestaciòn?”

-“Contra el bipolarismo, contra el gobierno”

[..]

Ho visto una rabbia dentro gli occhi di quelle persone: rabbia dentro, così mi son segnata la conversazione sull’agenda.

C’ho ripensato, sulla strada verso l’ostello, a quella piazza e a quelle persone, quella sera lì, a Malaga, a fine maggio.

 

Per prima cosa, a Malaga, nelle vesti del bravo turista, non ci si può non dar un paseo in riva al mare alla Malagueta, che è la spiaggia simbolo per eccellenza.

Per una vista panoramica salite dalla Coracha, la cinta muraria che procede a zigzag, che collega l’Alcazaba, la fortezza-palazzo musulmana alla base della collina, al castello di Gibralfaro. Dopo circa mezzora di percorso si arriva in cima: a destra, il porto, mentre immersa tra i palazzoni moderni si scorge la plaza de toros della città ed il vecchio e il nuovo si confondono e convivono, in perfetta armonia geometrica.

Zaino in spalla e si riparte: direzione Granada. I collegamenti tra le Comunidades Autònomas sono ben gestiti dagli autobus di linea che uniscono le varie zone fra loro.

L’influenza moresca la cogli appena arrivato nel quartiere arabo dell’Albaicìn che si trova nella parte alta della città. Una serie interminabile di vie e viuzze scoscese da cui si arriva ai Mirador, i quali offrono fantastici scorci sul paesaggio. Il più famoso, forse, il Mirador di San Nicolas, da cui si può ammirare l’Alhambra, nel monte di fronte, e la Sierra Nevada.

Al ritorno, entrate in uno dei negozi che si incontrano lungo le vie del centro e perdetevi tra i giochi di specchi, i teli etnici appesi alle pareti, le decine di varietà di thè e di zapatos che troverete ad ogni angolo del bazar.

 

Una mattinata intera va trascorsa all’Alhambra, l’antica città muraria di origine araba, patrimonio dell’Unesco, che si trova sul monte Sabika. Vi sentirete un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, circondati da centinaia di siepi labirintiche.

Usciti da lì, fate tappa in una delle tante bodegas: ordinate un tinto de verano (vino rosso e limonata) e prendetevi il tempo per una siesta lungo il vostro cammino.

Prima di ripartire, non perdetevi la storia che ogni murales di questa città racconta: è un po’ come una immancabile saggezza di strada.

Il viaggio non termina qui: in sole tre ore siamo a Sevilla, ‘toda maravilla’. È un maggio particolare, quello che si respira qua in Spagna: da poco ha preso voce il movimento 15-M (15 de mayo).

“Spanish revolution empieza hoy”, recita un cartellone appeso in uno dei tanti presidi dei manifestanti nel cuore della città.

 

È un maggio caldo, quello duemila e undici, qua in Spagna.

Giulia

 

 

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