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Viaggio in India, ricercando una serena inquietudine

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Varanasi_Munshi_Ghat3Da molto tempo nella mia vita ci sono due passioni: la scienza e lo yoga. A primo sguardo forse distanti e incomunicabili ma che invece sono accomunate da una parola: ricerca. Proprio grazie allo yoga mi sono avvicinata all’India. Due anni fa sono partita per questo immenso stato per uno studio intensivo di yoga. In quell’occasione conobbi un gruppo di persone speciali appassionati di yoga come me, che da più di 20 anni seguono e sostengono i centri dell’associazione Samparc. Questa associazione, nata in India negli anni 90, si occupa di fornire educazione e assistenza a bambini orfani o provenienti da famiglie disagiate. I bambini vengono sostenuti a distanza ed è anche possibile fare loro conoscenza diretta in India.

Rimasi affascinata dagli sguardi dei bambini, dalla loro allegria e dal lavoro nobile e prezioso che questi centri svolgono tra difficoltà quotidiane.

Decisi allora di tornare e finalmente ora è giunto il momento.

Partirò il 23 agosto, con il volo AI 120 Air India  destinazione New Delhi. Da qui inizierà la mia attività di volontariato con l’Associazione Samparc www.samparc.org. Svolgerò un corso base di scienze per poter spiegare ai bambini l’importanza di una corretta igiene personale come prevenzione di molte infezioni. Ho ideato e proposto il corso in modo completamente autonomo, spinta solo  dalla voglia di fare un’esperienza di cooperazione, di apertura verso l’altro e di dare un ulteriore senso al mio bagaglio professionale.

Per questo, ho preparato lezioni, schede didattiche, poster e anche del materiale per un piccolo esperimento. Questo, mi è stato possibile grazie all’aiuto offerto da Luca Scorrano, il mio capo di laboratorio, da tanti miei colleghi, dal professor Schiaffino dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare VIMM di Padova che mi hanno regalato il materiale di cui avevo bisogno.

Questa prima parte durerà all’incirca un mese, terminata la quale mi recherò qualche giorno a Varanasi: città sacra per eccellenza tra gli Induisti. Sicuramente non sarà un luogo che mi lascerà indifferente nel bene e nel male. Ma è un luogo dove voglio andare, per vedere con i miei occhi e sperimentare direttamente il senso del misticismo-materialismo indiano.

Successivamente sarò diretta a Rishikesh. Lì inizierà un altro tipo di viaggio: verso l’interiore. Starò un mese in un ashram. Studierò e praticherò yoga e meditazione. Sarà un’immersione totale nell’arte nobile dello yoga, per me rivelazione costante, strumento imprescindibile per la conoscenza di Sé.

Questo è a grandi linee il mio percorso …che è pur sempre un viaggio in India e quindi suscettibile di cambi e sorprese!

Sara Cogliati

Leggi la seconda puntata: i preparativi per l’India

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4 comments

  1. Il viaggio è un processo che vi permette di “ritrovarvi” perché vi lascia senza qualcosa dietro a cui nascondervi, vi tira fuori dal regno delle reazioni automatiche e dalle ottuse comodità costringendovi a vivere il presente. Qui, nell’attimo fuggente, non vi resta che confrontarvi con il vostro io più nudo e più vero. (Rolf Potts – Vagabonding. L’arte di girare il mondo).

    BUON VIAGGIO SARA, con l’augurio di trovare la tua serena inquietudine.

  2. Sarebbe possibile mettersi in contatto con Sara? Ho vinto un progetto in India e sono ancora indecisa se partire o meno. Magari parlare con lei mi aiuterebbe a prendere una decisione..

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