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Alte Ceccato, capitale “bangla” del Nord Est. Un libro la racconta

Camilla Bonetti - 23 giugno 2015

Viaggio (low cost) alle Lofoten, la terra del sole di mezzanotte

Camilla Bonetti - 23 giugno 2015
donald norman immagine
Alte Ceccato. Foto Damiano Simionato
lofoten

Norvegiani ha già pubblicato un post dedicato alle Lofoten, scritto quando ancora sognavo di vederle con i miei occhi. Finalmente  sono riuscita a realizzare questo desiderio: ho superato il Circolo Polare Artico e sono sbarcata nella terra del sole di mezzanotte. Lo spettacolo dal vivo è ancora più emozionante, il paesaggio cambia ad ogni curva della E10, la statale che percorre l’arcipelago, il vento soffia forte e il sole si alterna rapido alle nuvole, il cielo estivo luminoso trae in inganno i visitatori che si trovano immersi in un giorno perenne. Non esistono molti posti al mondo dove le rocce nere delle montagne si trasformano in sabbia bianca e cadono nel mare cristallino.

Questo paradiso ha però un prezzo che, per le tasche europee, può essere molto elevato. Ecco alcuni consigli per godersi le Lofoten low cost.

  • Come arrivare: a Svolvær, capoluogo delle isole, è presente un piccolo aeroporto, ma il prezzo dei biglietti è quasi sempre alto. Se avete pianificato qualche giorno di viaggio, scegliete un volo Norwegian o SAS per Tromsø o Bodø da Oslo. Da qui potete raggiungere l’arcipelago in nave. Io ho scelto un volo Norwegian per Harstad-Narvik, aeroporto situato a circa 200 km dalle isole. Da qui ho affittato una macchina (Hertz) con cui esplorare l’arcipelago. Almeno, credevo di aver affittato un auto qui. Una volta sul posto ho scoperto che Narvik ha due aeroporti, uno a quattro chilometri dal centro e l’altro, Harstad-Narvik, vicino alla città di Harstad, circa 90 km più lontano a Narvik e più vicino alle Lofoten: la Hertz ha un’agenzia in entrambi. Io sono atterrata nel secondo, l’auto mi aspettava nel primo. Per fortuna due aeroporti sono collegati da un servizio di bus navetta, in un’ora ho raggiunto la Hertz giusta e ho trovato l’auto con cui ho ripreso la strada verso le Lofoten.
  • Come spostarsi: se non volete noleggiare un’auto, potete affidarvi al trasporto pubblico, ci sono bus che partono da Narvik, da Tromsø o da Bodø e effettuano itinerari nelle isole Lofoten. Non mancano i coraggiosi ciclisti che decidono di assaporare chilometro per chilometro la E10, la strada che attraversa l’arcipelago, accettando i repentini cambi di clima, il vento e le salite.
  • Dove dormire: a Svolvær si trova il Lofoten Feriesenter, casette di legno dal tetto molto aguzzo affacciate su un lago, a pochi chilometri dal centro. Dispongono di zona notte, salotto, cucina e piccolo balcone. Sono molto semplici, ma prenotando da booking.com ho speso 90 euro a notte per tre ospiti. Da sapere: le casette hanno ampie vetrate che regalano una deliziosa vista sul lago e sulle montagne. Questo significa che la luce perenne d’estate non vi darà tregua nemmeno per un minuto. Portate una mascherina per gli occhi o tenete un orologio vicino al letto, così da sapere quando è davvero giorno. Lungo tutta la strada fino a Å, l’ultimo paese delle isole, si trovano campeggi, case private che dispongono di camere in affitto e, se scegliete tenda o camper, aree attrezzate in cui è possibile campeggiare.
  • Cosa Mangiare: alle Lofoten trovate tutti i supermercati norvegesi con il solito, rassicurante assortimento di prodotti uguale da Oslo ad Hammerfest. Colazione e pranzo si risolvono facilmente con pane e pålegg vari. I ristoranti, come sempre da queste parti, sono cari. Quello che ho notato, però, è che le porzioni sono molto abbondanti. Nel porto turistico di Svolvær ho provato il Bacalao e il Cafe Du Verden. Nel primo locale tre fiskesuppe, zuppa di pesce, servite con pane tostato e burro, una porzione di tørrfisk, il famoso stoccafisso con contorno di patate e una porzione di balena grigliata abbiamo circa 80 euro in tre. Nel secondo abbiamo speso poco meno, scegliendo le cozze con patatine fritte al posto del cetaceo in via di estinzione.
  • Cosa vedere: la E10 figura nell’elenco delle strade più belle della Norvegia. Vale la pena abbandonarla e prendere le strade secondarie solo per scoprire cinque meraviglie nella meraviglia: Henningsvaer, Eggum, Unstad, Utakleiv e Nusfjord. Henningsvaer è un tipico villaggio di pescatori, 24 km a sud di Svolvær, in cui le strutture lignee per l’essicazione al merluzzo hanno trovato posto anche tra le case. A Eggum troverete una spiaggia cristallina, composta in maggioranza da conchiglie, affacciata su acque calme: le Maldive al Polo Nord. Unstad è il paradiso dei coraggiosi surfisti artici. Qui le spiagge sono immense, affacciate sul mare aperto e battute dal vento forte: con qualche grado in più vi trovereste alle Hawaii . Utakleiv è l’angolo Seychelles: spiaggia bianca come la neve, da cui spuntano massi tondeggianti neri. Fate visita al laboratorio di lavorazione del vetro, il proprietario sarà ben contento di mostrarvi le sue creazioni e di prepararvi una tazza di tè o un buon caffè. Nei giorni di vento forte il mare arriva fino alle vetrate del laboratorio, ma lui non sembra esserne preoccupato.
    Nusfjord, ultima deviazione prima della discesa a Å, è un villaggio di case rosse su palafitta, posta all’imboccatura di un fiordo.

Nell’arcipelago si trova il Viking Museum e il Museo dello Stoccafisso, la cui indicazione è in italiano:  perché il merluzzo delle Lofoten parla la nostra lingua? È una storia lunga, che merita un post al più presto.

Camilla Bonetti

 

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