Italia-Germania, ma non è calcio: a Vicenza in mostra le arti in dialogo tra i due paesi

Sono aperte le prevendite per “Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento. Da Canova a Kiefer”, la prima esposizione della trilogia di mostre “Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra il XIX e il XX secolo”, a cura di Gabriella Belli e Valerio Terraroli, visitabile dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027 nei monumentali spazi della Basilica Palladiana di Vicenza. I biglietti sono disponibili a questo link, e fino al 31 agosto si potrà godere della speciale promozione Early Bird: acquistando online il biglietto intero, i visitatori potranno assicurarsi l’accesso alla mostra beneficiando della tariffa ridotta.

Un incontro online sull’offerta didattica

Inoltre mercoledì 24 giugno 2026 alle 17 si terrà l’incontro online dedicato alla presentazione dell’offerta didattica della mostra per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado. Un’occasione per conoscere da vicino un ricco programma di visite, laboratori e attività educative che accompagneranno studenti e insegnanti alla scoperta di due secoli di arte, storia e relazioni culturali tra Italia e Germania.

Le proposte sviluppate da Palladio Museum e Scatola Cultura saranno illustrate agli insegnanti in modo da poter programmare in anticipo le attività per il prossimo anno scolastico: sono stati pensati, infatti, percorsi interdisciplinari per le diverse fasce d’età e progettati per valorizzare l’esperienza della visita in mostra. Registrazione obbligatoria a questo link.

Viaggi, incontri e influenze per costruire l’Europa culturale

L’esposizione ricostruisce una trama fitta di viaggi, incontri, influenze e confronti che hanno trasformato il linguaggio dell’arte e, più in generale, la visione culturale dell’Europa. La mostra è suddivisa in capitoli corrispondenti ai momenti più significativi di questa osmosi, in relazione alla storia artistica politica e sociale dei due Paesi, e riporta alla luce episodi, protagonisti e vicende fondamentali.

Il percorso esplora il XIX e il XX secolo, evidenziando come in questi reciproci scambi tra artisti, intellettuali e letterati siano nate nuove idee e rivoluzioni dei linguaggi artistici. Allo stesso tempo, questi dialoghi sono stati il riflesso di inquietudini e di speranze di un’epoca segnata da crisi profonde, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli.

Le radici tra Settecento e Ottocento: il mito dell’Italia

Il racconto prende avvio sul finire del Settecento, quando l’Italia diventa una meta fondamentale per artisti e intellettuali tedeschi.
Il viaggio compiuto da Johann Wolfgang von Goethe tra il 1786 e il 1788 – destinato a diventare uno dei testi fondativi della cultura europea – contribuisce a diffondere nel mondo germanico l’idea dell’Italia come luogo di rigenerazione artistica e spirituale.
In questo clima nasce a Roma la comunità dei Nazareni, pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme per restituire alla pittura una dimensione morale e religiosa ispirata alla purezza dell’arte rinascimentale italiana. Tra i protagonisti spicca Friedrich Overbeck, figura simbolo di questa esperienza e di uno dei primi momenti di dialogo moderno tra le due culture.
Accanto a questa vicenda si sviluppa il confronto tra diverse interpretazioni del classicismo europeo, alimentato dalle teorie di Johann Joachim Winckelmann e incarnato dall’opera di Antonio Canova, che in mostra si confronta con il più giovane scultore nordico Bertel Thorvaldsen.

Alla fine del XIX secolo gli scambi si fanno più intensi grazie alle Secessioni, in particolare quella di Monaco, e alla visionarietà di Giorgio de Chirico che si confronta con Franz von Stuck, ma anche con la cultura simbolista di Max Klinger e Arnold Böcklin, quest’ultimo attivo lungamente in Italia.

Giorgio de Chirico (Volo, 1888 - Roma, 1978) Villa romana 1922 Tempera su tela 101,5 x 75,5 cm MART 11226 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Collezione privata

Giorgio de Chirico (Volo, 1888-Roma, 1978) Villa romana 1922 Tempera su tela 101,5 x 75,5 cm MART 11226 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Collezione privata

Il Novecento: avanguardie a confronto

Con l’inizio del Novecento il dialogo tra Italia e Germania entra in una fase decisiva. Nel 1912 e nel 1913, a Berlino, la galleria Der Sturm ospita due storiche esposizioni nelle quali partecipano i futuristi italiani. È uno dei momenti più intensi di incontro tra le avanguardie europee: artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini si confrontano con gli espressionisti tedeschi, protagonisti della Brücke e del Blaue Reiter, tra cui Franz Marc e August Macke, Carlo Mense, Heinrich Campendonk, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff. Nonostante le differenze, questo confronto contribuisce ad ampliare il linguaggio della pittura europea e a ridefinire le possibilità di rappresentazione della modernità.

Tra le due guerre: arte e società nell’epoca dei fascismi

Negli anni Venti il rapporto tra Italia e Germania assume una dimensione più complessa, riflettendo le tensioni politiche e sociali dell’epoca. Il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca mostrano sorprendenti affinità nel modo di rappresentare la realtà: una pittura sospesa tra precisione e inquietudine, capace di raccontare le fragilità dell’individuo e della società dopo la tragedia della guerra.

Artisti come Felice CasoratiAntonio DonghiGino Severini e Cagnaccio di San Pietro dialogano idealmente con figure della pittura tedesca come Otto DixGeorge GroszHeinrich Maria DavringhausenChristian Schad, Georg Schrimpf, Alexander Kanoldt, interpreti con altri di pari importanza, delle inquietudini della Germania di Weimar. Parallelamente si apre un altro capitolo decisivo: quello dell’astrazione. Le ricerche sviluppate attorno al Bauhaus ridefiniscono il rapporto tra arte, architettura, design e società. In Italia, soprattutto a Milano è attorno alla Galleria Il Milione, che queste idee trovano una nuova generazione di artisti pronti a sperimentare linguaggi radicalmente innovativi. Le opere di Vasilij Kandinskij, Josef Albers e Willi Baumeister esercitano una forte influenza su artisti italiani come Mauro Reggiani, Mario Radice, Luigi Veronesi, Carlo Rho, Alberto Magnelli, Fausto Melotti e Lucio Fontana.

Vasilij Vasil'evič Kandinskij (Mosca, 1866 - Neuilly - sur - Seine, 1944 ) Rot in Spitzform 1925 Acquerello e china su carta 48,5 x 32,5 cm; MART 2178 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Collezione L.F.

Vasilij Vasil’evič Kandinskij (Mosca,1866-Neuilly-sur-Seine,1944) Rot in Spitzform1925 Acquerello e china su carta48,5 x 32,5 cm; MART 2178 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e RoveretoCollezione L.F.

Il dopoguerra: ricostruire attraverso l’arte

Nel 1958 una mostra a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (poi allo Städtische Museum Morsbroich di Leverkusen), dal titolo Pittori tedeschi e italiani contemporanei, riapre, dopo le profonde ferite della guerra, il dialogo tra i due Paesi in un clima di riappacificazione generale. Saranno presenti, tra gli altri, Alberto Burri, Piero Dorazio, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Toti Scialoja, e i tedeschi Karl Fred Dahmen, Fritz Winter, Hermann Bachmann, Peter Herkenrath, Bernard Schultze, Ernst W. Nay, e altri ancora.

Il secondo dopoguerra rappresenta un momento decisivo per ridefinire le relazioni culturali europee. Le accademie tedesche diventano luoghi di confronto internazionale dove si incontrano diverse generazioni di artisti. In questo contesto nasce anche il gruppo ZERO, fondato nel 1957 a Düsseldorf da Heinz Mack e Otto Piene, ai quali si unisce, poco dopo, Günther Uecker.
Il gruppo manterrà uno stretto dialogo con l’Italia, dove attorno alla rivista Azimuth troviamo – in linea con la poetica tedesca – Enrico Castellani, Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Lucio Fontana.

Memoria, identità, contemporaneità, da Beuys e Vedova ai contemporanei

Tra le figure più emblematiche emerge Joseph Beuys, artista, teorico e docente che nel corso della sua vita intreccia profondi legami con l’Italia, trasformando l’arte in uno strumento di riflessione politica, sociale ed anche di supporto alle prime teorizzazioni green: proprio su quest’ultimo fronte il suo lavoro troverà rispondenze con autori dell’Arte Povera, sostenuta teoricamente da Germano Celant, Merz, Penone, Zorio in particolare. Emilio Vedova, pure per breve tempo docente a Düsseldorf, tra i più intensi interpreti italiani del rapporto tra arte e impegno civile, farà da perno con alcuni emblematici lavori a questo cortocircuito di visioni estetiche e di impegno sociale, dialogando con alcuni artisti d’area germanofona come gli azionisti viennesi Arnulf Rainer e Günther Brus, ma anche del più giovane Hermann Nitsch.

Dalla fine degli anni Settanta il dialogo tra Italia e Germania continua attraverso protagonisti di grande rilievo internazionale. Artisti come Sigmar Polke, Gerhard Richter, Anselm Kiefer e Georg Baselitz affrontano nei loro lavori il tema della memoria storica e della responsabilità culturale dell’Europa dopo le tragedie del Novecento.

Negli anni Ottanta la riflessione sulla memoria e sull’identità riemerge con forza nelle ricerche dei neo-figurativi tedeschi, i Neuen Wilden, tra cui Markus Lüpertz, Helmut Middendorf e Rainer Fetting, riemerse nella più giovane generazione della Scuola di Lipsia, con Neo Rauch. Queste esperienze entrano immediatamente in relazione con quanto accade in Italia con la Transavanguardia, teorizzata da Achille Bonito Oliva, e con artisti come Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.

Il percorso si chiude idealmente con lo sguardo rivolto al presente, attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi che ancora oggi continuano a confrontarsi e collaborare, mantenendo vivo lo scambio culturale tra Roma e Berlino.

Il progetto espositivo

Italia Germania è la prima tappa di un progetto espositivo dal respiro internazionale, che proseguirà con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028. La trilogia Ispirazione Europa – curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli –, sostenuta dal Comune di Vicenza e realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, è promossa e organizzata da Marsilio Arte con main partner Intesa Sanpaolo.

La mostra Italia Germania, con il contributo del Mart, il Museo Gypsotheca di Antonio Canova, la Casa di Goethe e il patrocinio dell’Ambasciata tedesca, ripercorre oltre due secoli di dialoghi culturali, dalla fine del Settecento attraverso il XIX e il XX secolo, per raccontare come dagli scambi tra artisti, intellettuali e letterati siano nate idee rivoluzionari e nuovi linguaggi artistici.

Attraverso una selezione di quasi 150 opere – tra dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti – l’esposizione accoglie capolavori di maestri assoluti quali Antonio Canova, Giorgio de Chirico, Franz von Stuck, Arnold Böcklin, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini, Emil Nolde, Felice Casorati, Otto Dix, Vasilij Kandinskij, Lucio Fontana, Alberto Burri, Joseph Beuys, Emilio Vedova, Gerhard Richter, Anselm Kiefer.

Raccontare lo spirito europeo

Ispirazione Europa nasce con l’obiettivo di indagare il ruolo che le arti hanno avuto nella costruzione di una cultura condivisa nel continente. Pittori, scultori, architetti, designer, musicisti, fotografi e intellettuali hanno generato nel tempo una rete di influenze che ha superato i confini politici e geografici.

Le tre mostre presenteranno ciascuna circa cento opere tra dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti, costruendo un percorso che intreccia la storia dell’arte con quella politica e sociale dell’Europa. Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della società europea.

Il progetto è stato presentato oggi in Sala degli Stucchi a Palazzo Trissino da Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, da Ilaria Fantin, assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città di Vicenza, da Luca De Michelis amministratore delegato di Marsilio Arte, da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia e dai curatori Gabriella Belli e Valerio Terraroli.

Ulteriori informazioni sul sito https://www.mostreinbasilica.it/.

 

In copertina: Georgi Takev (*1952) da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein (1751-1829) Goethe nella campagna romana Olio su tela162x204 cm Casa di Goethe, Roma © Bibliotheca Hertziana-Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte Foto: Enrico Fontolan

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