La desinenza estinta: a Ca' Pesaro un viaggio tra botanica, scienziate e parole perdute

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La desinenza estinta è il titolo della mostra dell’artista Lucia Veronesi allestita alla galleria Ca’ Pesaro di Venezia, visitabile dal 21 giugno al 13 ottobre 2024. È frutto di un progetto, vincitore della 12esima edizione di Italian Council, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo realizzato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e nasce come ampia riflessione sul rapporto tra l’estinzione delle lingue, la botanica, la storia della scienza nelle sue declinazioni al femminile, e le loro implicazioni socio-politiche.

Sviluppato attraverso una fase di ricerca tra Londra, Trondheim e Zurigo, dopo le mostre a MOCA London e The Hannah Ryggen Centre, Ørlandet Kultursenter, a Ca’Pesaro il risultato finale è un’opera composta da un arazzo e un video –  presentato il prossimo 24 settembre – disposti tra la corte interna del museo, l’androne e la project room.

Da sempre attratta dal paesaggio – quello domestico, intimo e familiare, quello naturale, urbano, con la storia di chi lo ha vissuto e di chi ci abita – nel lavoro La desinenza estinta Veronesi affronta il tema della perdita delle lingue indigene e del sapere tradizionale che esse custodiscono.

La corte interna

La mostra, a cura di Paolo Mele e Claudio Zecchi, inizia nella corte interna di Ca’ Pesaro, trasformata in un luogo di ricerca in cui i materiali, raccolti dall’artista nei mesi di residenza tra Inghilterra, Norvegia e Svizzera, e successivamente rielaborati per la pubblicazione, esplodono nello spazio fisico lasciando che lo spettatore entri in una dimensione allo stesso tempo discorsiva e visiva.

Le immagini selezionate fanno riferimento ad alcune piante medicinali e alle lingue in estinzione a loro collegate, ad alcune botaniche e ad Hannah Ryggen – una delle artiste norvegesi più importanti del Novecento, che nei suoi arazzi seppe far convergere istanze politiche e soluzioni formali – artista al quale il progetto è idealmente connesso. La stanza accoglie, infine, un piccolo archivio con le biografie delle donne che si sono occupate di botanica dal Settecento al Novecento e la lista completa delle piante, e del loro uso medicinale, prese in considerazione per il progetto.

L’androne

Nell’androne d’ingresso del Museo, il grande arazzo combina, in una composizione che oscilla tra il figurativo e l’astratto, immagini e parole. Dalla foresta emergono piante curative provenienti dal nord est dell’Amazzonia, il cui uso medicinale rischia di essere cancellato e dimenticato perché legato a lingue indigene uniche depositarie di quel sapere e in via di estinzione; parti di corpi femminili, silhouette di botaniche dimenticate, nomi di piante in lingue indigena, i nomi degli apparati del corpo umano collegate all’uso delle piante, nomi delle popolazioni a rischio di estinzione e i nomi delle botaniche.

Il video nella project room, unisce invece immagini di archivio, riprese ad hoc dei giardini botanici di Londra e Zurigo e la tecnica dello stop motion unita al collage. Il video è un viaggio visionario che pone l’accento su alcune botaniche del passato e le loro scoperte scientifiche.

Le lingue stanno alle piante come i nomi delle botaniche stanno alla storia della scienza: parole inghiottite dalle foreste o estirpate dalle enciclopedie. Questo progetto di Lucia Veronesi mette in luce il nodo che unisce queste cancellazioni, privandoci del nostro passato e del nostro futuro.

La desinenza estinta è un progetto curato e prodotto da Ramdom (Italia) in collaborazione con il Nordenfjeldske Kunstindustrimuseum MiST (Trondheim, Norvegia). Il progetto è sostenuto dall’Università di Zurigo – Dipartimento di botanica sistematica ed evoluzionistica e Dipartimento di biologia evoluzionistica e studi ambientali (Zurigo, Svizzera), Goldsmiths University (Londra, UK), Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Museo di destinazione dell’opera) e l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Il progetto è realizzato con il supporto di Collezione Luca Bombassei. Il catalogo dell’opera sarà pubblicato da Marsilio Arte.

Info

Ca’ Pesaro si trova a Venezia, Santa Croce 2076 (qui le informazioni su come arrivare). La mostra è visitabile dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17) ed è chiusa il lunedì.

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