L'addio al re del country

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L’ultimo saluto martedì nella sua Appiano gliel’hanno dato quasi in mille, arrivati in Alto Adige da tutto il Nord Italia, ma anche dalle vicine Austria e Germania, dove la sua musica aveva spopolato dal 1988 a oggi. Georg Spitaler, meglio noto come George McAnthony, era nato 45 anni fa sulla Strada del Vino, una decina di chilometri da Bolzano, dove all’inizio lavorava come falegname. 

George McAnthony in concerto a Rovereto il 2 giugno 2011

Solo alla fine degli anni Ottanta aveva deciso di dedicarsi alla musica country a tempo pieno. Conosciuto come “one-man-band”, riusciva a suonare dal vivo fino a sette strumenti, tra cui chitarra a dodici corde, mandolino, dobro, chitarra elettrica country insieme a armonica a bocca, kazoo e percussioni, dalla grancassa al tamburello. 

George McAnthony era uno di quegli altoatesini dei quali negli anni si dimentica la provenienza. Di quegli altoatesini dei quali indicare la nazionalità con la parola “italiano” risultava oltremodo riduttivo. Dopo quindici album, George è stato stroncato l’8 luglio da un infarto mentre si trovava in spiaggia a Terracina,  dove aveva tenuto un concerto la sera precedente. A Appiano a salutarlo c’erano centinaia di fan, tutti in cappello e stivali da cowboy. In sottofondo, la musica dei Nice Price & Co. Tra i messaggi di cordoglio arrivati ai familiari di George c’è anche quello della Caritas di Bolzano, che ha ricordato l’attività di raccolta fondi del cantautore in favore dell’Etiopia, dove già nel 1985 aveva trascorso un periodo di volontariato laico.

Silvia Fabbi

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