Pordenone Docs Fest, edizione 19: il documentario sceglie l'umanità contro l'orrore
Dal 25 al 29 marzo 2026, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il Pordenone Docs Fest trasforma nuovamente la città in un punto di riferimento internazionale per il cinema del reale. Giunto alla sua XIX edizione, il festival di Cinemazero si conferma tra i principali appuntamenti europei dedicati al documentario, segnando una tappa significativa nel percorso che conduce verso “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”.
L’edizione di quest’anno nasce da una consapevolezza precisa: viviamo immersi in un flusso continuo di immagini che rivendicano una presunta immediatezza ma che, proprio per la loro sovrabbondanza, rischiano di produrre assuefazione e perdita di senso. In un’epoca di sovraesposizione visiva, il dolore altrui può trasformarsi in rumore di fondo e lo sguardo in superficie distratta. Il Pordenone Docs Fest sceglie quindi una direzione netta: non rincorrere lo shock visivo, ma restituire complessità, profondità e tempo alla visione.
Come sottolinea il curatore Riccardo Costantini, “oggi più che mai serve una narrazione capace di analizzare la realtà con precisione e profondità. Il grande documentario contemporaneo può contrastare l’anestesia dello sguardo, offrendo prospettive che rimettano al centro le scelte individuali e la responsabilità umana”. Da questa esigenza nasce anche la nuova sezione Different Perspectives, pensata per affrontare i grandi temi del presente con uno sguardo laterale, umano e non spettacolarizzato.
In questo solco si inserisce l’anteprima nazionale di Peacemaker di Ivan Ramljak – che sarà presente al festival -, già vincitore del festival DOK Leipzig, che ricostruisce la figura di Josip Reihl Kir, capo della polizia di Osijek (Croazia) nel 1991, uomo che scelse il dialogo come strumento di mediazione. Attraverso materiali d’archivio e testimonianze, il film restituisce il ritratto di una scelta individuale capace di interrogare il presente: una riflessione anche sull’attuale ascesa di estremismi, sempre più incontrollati e preoccupanti anche nel territorio balcanico.
Tra le opere più intense e attuali della selezione figura l’anteprima nazionale di A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei, film vincitore di IDFA, il più grande festival di documentario d’Europa: il diario visivo di Soraya, giovane artista afghana in Iran (che col regista sarà presente al festival), che filma con il proprio smartphone la sua quotidianità sospesa tra paura e desiderio di futuro. Il film è un esempio emblematico di come il dispositivo personale possa diventare strumento di autorappresentazione e resistenza narrativa: il racconto dei suoi tentativi di fuga dall’Iran, per evitare violenze in una società maschile e contraria alle libertà femminili, e della sua arte sono un manifesto alla autodeterminazione e un grido di speranza.
Il rapporto tra immagini e percezione è al centro anche di The Longer You Bleed di Ewan Waddell, che, presentato in anteprima nazionale alla presenza del regista, segue un gruppo di giovani ucraini mentre osservano la propria patria attraverso i feed di Instagram. Tra ironia (talvolta paradossale, sconvolgente) e sperimentazione visiva, il film diventa una riflessione potente su come consumiamo le immagini del dolore e su come queste, inevitabilmente, finiscano per consumare noi.
Lo sguardo del festival si apre inoltre a traiettorie femminili e a storie di trasformazione. In Wise Women, sempre in anteprima nazionale, la regista Nicole Scherg (presente al festival) accompagna lo spettatore tra Etiopia, Brasile e Austria, accanto a cinque ostetriche – figure chiave non sempre ricordate e quasi sempre femminili – che trasformano ogni nascita in un gesto di libertà e responsabilità, ricordando come il modo in cui veniamo al mondo contribuisca a definire il nostro futuro.
Il programma prevede anche l’anteprima nazionale di Confessions of a Mole della regista cinese Mo Tan, ironico racconto di formazione tra tradizione e desiderio di apertura globale che ci racconta moltissimo dei contrasti dell’attuale società cinese, e 32 Meters, produzione turco-iraniana che segue la protagonista Halime mentre sfida stereotipi e consuetudini organizzando un torneo di tiro al bersaglio tutto al femminile nel suo villaggio, testimoniando la voglia e possibilità di cambiamento nella Turchia Contemporanea.

Confessions of a Mole di Mo Tan
Accanto alle proiezioni, il Pordenone Docs Fest rafforza il proprio ruolo di piattaforma per il futuro del settore, con un ricchissimo programma internazionale parallelo alle proiezioni (professionisti ospiti da tutta Europa e 5 giorni di intense sessioni tutte in inglese), sempre più occasione di confronto e crescita di collaborazioni. Fra la ricca offerta Industry un momento centrale sarà il panel dedicato alla didattica del documentario, che metterà a confronto le migliori pratiche italiane ed europee per integrare il cinema del reale nei curricula scolastici, promuovendo l’alfabetizzazione visiva e la cittadinanza culturale, in linea con il lavoro di educazione visiva e restituzione di “sguardi democratici”, in particolare al pubblico del futuro. Il documentario rappresenta infatti uno strumento educativo e didattico eccezionale per gli studenti contemporanei.
Fra le varie proposte, torna inoltre NIUDOC – Where Stories Begin, spazio industry dedicato ai talenti emergenti del Nord Est e dell’area balcanica, realizzato in sinergia con Lago Film Fest, CNA Cinema Audiovisivo FVG e Veneto, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del FVG. Il percorso — che include tutoring, pitching e mentoring internazionale con distribuzioni internazionali prestigiose come Taskovski Films e Impronta Films — si conferma come una piattaforma di sviluppo e networking a forte vocazione internazionale, mettendo in dialogo giovani filmmaker con professionisti, decision maker e realtà produttive europee. I progetti selezionati saranno accompagnati fino alla presentazione finale al Lago Film Fest.

Wise Women di Nicole Scherg
Tra appuntamenti industry, progetti di accessibilità culturale come “Città aperta” (dedicato alla cultura per tutte e tutti), che sarà un progetto chiave verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, e l’attenzione costante ai temi dei diritti, il festival conferma la propria identità di organismo vivo e responsabile. Con decine di anteprime nazionali e ospiti da tutto il mondo, il Pordenone Docs Fest 2026 propone cinque giorni di cinema necessario: uno spazio di visione “democratica”, libera e consapevole, fuori dalle logiche commerciali e di “eccesso di informazione”, capace di restituire allo sguardo la sua funzione critica in un tempo dominato dall’eccesso di immagini.
In copertina: A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei