Una cosa vicina: la perdita dell'innocenza nella Salerno anni '90, il film autobiografico di Loris G. Nese

Un documentario autobiografico ambientato nella periferia di Salerno che indaga sulla morte prematura del padre e sulle conseguenze nella vita del regista. Una cosa vicina (Italia, 2025, 85 minuti) di Loris G. Nese è un film potente che racconta una ferita aperta nella biografia del giovane autore e lo fa con un linguaggio libero, che fonde animazione, interviste, filmati d’archivio e riflessione personale, allargando poi lo sguardo allo spazio urbano e alla presenza della camorra nei quartieri popolari. Presentato alle Giornate degli Autori della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film ha ottenuto una Menzione Speciale al Premio Solinas.

Il film sta girando le sale italiane e sarà proiettato a Vicenza, al Cinema Odeon, giovedì 4 giugno 2026 alle 20.45, con la presenza in collegamento del regista Loris G. Nese e della montatrice Chiara Marotta, moderato dal collettivo Cine Qualà. Dando seguito a una collaborazione iniziata due anni fa con il cortometraggio Z.O., il film vede la partecipazione dell’attore Francesco Di Leva, più volte vincitore del David di Donatello, che insieme a suo figlio Mario dà voce a questa storia.

L’esordio nel lungometraggio del trentaquattrenne autore salernitano beneficia dell’esperienza pluridisciplinare già dimostrata in lavori precedenti, selezionati e premiati in grandi festival (Venezia, Sundance, Torino, Locarno, Brooklyn, Krakov, Dok Leipzig). L’ibridazione tra generi e tecniche adottata in passato caratterizza anche questo lavoro, in cui si alternano riprese documentarie a materiali d’archivio e animazioni.

 

La vicenda narrata nel film

Il protagonista del film è un bambino che negli anni Novanta cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome pesa come un marchio in città, ha l’impressione di rivedere la propria vita nei film gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita. Trasformare la sua storia in un film diventa l’unico modo per affrontare un’eredità ingombrante e colmare un vuoto che lo accompagna da sempre.

Insieme a Chiara Marotta, con la quale nel 2018 ha fondato la casa di produzione Lapazio Film, Nese dichiara: «Una cosa vicina nasce dal desiderio di raccontare un percorso emotivo che parte dall’innocenza dell’infanzia, passando per l’adolescenza alimentata dall’esaltazione del male, fino ad arrivare alla necessità adulta di cercare una verità più complessa, fuori dalla retorica della cronaca e dalla narrazione dominante. È un film che esplora il familiare, la memoria, i silenzi che ci definiscono».

Da parte sua Francesco Di Leva afferma: «Quando ho conosciuto Loris, la storia della sua terra e delle sue radici, non lontane dalle mie, mi ha fatto sentire una vicinanza, un senso di appartenenza. Non è la prima volta che lavoriamo insieme, Una cosa vicina è stato un gesto naturale. Credo nel talento, nella verità, e soprattutto nel valore delle scelte. Dare il mio contributo a un’opera come questa è un modo, silenzioso, per dire da che parte si sta».

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