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Costa Concordia e Patti Smith. Parte l’Across the vision film festival: uno sguardo sul cinema di confine

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Il cinema di confine in un festival. Parte domani  8 marzo, fino a domenica 11 marzo, la prima edizione di Across the Vision Film Festival, festival internazionale di cinema di confine, che si tiene tra Cagliari, il Cineworld e la Sala Lepori di Iglesias e il Museo del Carbone di Carbonia nel Parco Geominerario Storico e Ambientale del Sulcis . Il festival, con la direzione artistica di Maria Paola Zedda, ha come tema l’attraversamento. Tra le anteprime del festival, Film Socialisme, di Jean-Luc Godard, girato nel 2010 sulla nave Costa Concordia, quindi Notre tour viendra, esordio nel lungometraggio di Romain Gavras, figlio di Constantin Costa-Gavras, interpretato da Vincent Cassel, ma anche la proiezione in 3D di Cave of forgotten dreams, del visionario regista Werner Herzog, girato nelle Grotte Chauvet, tra le più antiche pitture rupestri al mondo.

Quindi, il ricordo del compianto Corso Salani, con la proiezione del suo Palabras, presentato dal produttore Gianluca Arcopinto, ma anche una giornata – domenica 11 marzo – dedicata al cinema indipendente sardo con proiezioni e incontri con i registi. Grande attesa per la proiezione di domani alle ore 16 nella Grande Miniera Serbariu del Museo del Carbone di Carbonia l’anteprima italiana di Film Socialisme, pellicola diretta nel 2010 da Jean-Luc Godard e girata sulla nave Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio scorso all’Isola del Giglio. Il film, un racconto dell’Europa e del Mediterraneo attraverso il labirinto visivo e sonoro di un viaggio e girato con l’utilizzo di vari media, dalle telecamere digitali all’Iphone – è interpretato, tra gli altri, dalla cantante Patti Smith, che appare, non riconosciuta dagli altri viaggiatori, in cabina e in coperta. Presentato al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard, Film socialisme è stato girato sulla Costa Concordia in viaggio, toccando varie mete tra cui Egitto, Grecia, Barcellona e Napoli, trasformando il viaggio nel simbolo di una crociera tra passato e presente dell’Europa. La proiezione è a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti


Queste le sezioni del Festival:

SGUARDI DI CONFINE – CONFINI D’EUROPA

In questa sezione viene presentato Palabras, lungometraggio del compianto regista, sceneggiatore e attore fiorentino Corso Salani, ambientato tra i quartieri alti di Santiago e i paesaggi delle rocce nere delle Ande e Confini d’Europa-Yovotva, episodio 5 di una serie realizzata ai margini del nostro continente. Quindi, Film Socialisme, ultimo lavoro del regista Jean-Luc Godard, un racconto dell’Europa e del Mediterraneo attraverso il labirinto visivo e sonoro di un  viaggio girato nel 2010 – con l’utilizzo di vari media, dalle telecamere digitali all’iphone – a bordo della nave Costa Concordia, interpretato, tra gli altri, dalla cantante Patti Smith. Ma anche Circumstance – Premio del Pubblico al Sundance Film Festival, esordio di Maryam Keshavarz è la cronaca della Dolce Vita iraniana, le notti movimentate di Teheran. In seguito, l’Europa vista come una terra al crepuscolo nel viaggio di Abendland, del documentarista austriaco Nikolaus Geyrhalter.  E l’Europa di notte, nelle sue molteplici sfaccettature: la vita, la morte, la festa, in una Babele di linguaggi e traduzioni. Kosmos, del regista turco Reha Erdem, la storia raccontata in un’atmosfera tra reale ed irreale, di un misterioso personaggio venuto dal nulla, che sbarca nella neve di un villaggio di frontiera tra le montagne turche. Napoli Napoli Napoli, 2009, diretto da Abel Ferrara, documentario che scatta una fotografia sulla complessità della metropoli partenopea dai Quartieri Spagnoli al carcere femminile di Pozzuoli. A narrare i confini dell’Europa è anche Antonio Martino, documentarista, vincitore , tra i numerosi riconoscimenti, del Premio Ilaria Alpi, con Be water, my friend ,un documentario su una piccola cittadina sulle ex sponde del Lago di Aral, i cui abitanti sono vittime di un inarrestabile disastro ambientale in atto ormai da decenni.

SGUARDI DI CONFINE – DERIVE

Presenta il “melodramma psichedelico” di Enter the void, diretto dal giovane regista di culto argentino Gaspar Noé, un viaggio ambientato nella Tokyo più sotterranea intrapreso dall’anima di uno spacciatore nella transizione dalla vita alla morte. Florence Fight Club di Luigi Maria Perotti,  è  la storia di quattro uomini  che decidono di affrontare le loro paure ed entrare nel più antico fight club della storia, il torneo di calcio storico fiorentino. Hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare, ma quello che li accomuna è il fascino dell’arena e il desiderio di essere eroi, almeno per un giorno.

ATTRAVERSAMENTI

Racconta la commistione tra cinema e arti visive con un approccio pittorico, dilatato, espanso, in cui la video arte e la pittura si legano al mezzo filmico. Tre i film della sezione: l’italiano Le Quattro Volte,  pluripremiato film di Michelangelo Frammartino, quattro storie esemplari ambientate in un paesino calabrese arroccato sulle montagne, sfondo all’acuta riflessione sulla vita e la morte, sul rapporto tra natura e uomo, tra riti antichi e immutate credenze pagane. A chiudere L’amore vincitore – conversazione con Derek Jarman, di Roberto Nanni, Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema di Torino, intervista visionaria all’artista e regista Derek Jarman, realizzata nell’anno della sua morte. Inoltre la proiezione in 3D, Cave of Forgotten Dreams, il viaggio tra scienza e finzione del regista, documentarista esploratore e poeta-filosofo Werner Herzog nelle Grotte Chauvet, tra le più antiche pitture rupestri al mondo. Chiude la sezione Valhalla Rising – Regno di sangue diretto da Nicolas Winding Refn.

VISIONI DI SARDEGNA

La sezione presenta in anteprima nazionale Scarabea, il primo lungometraggio del regista tedesco Hans-Jürgen Syberberg. Ispirato a un racconto di Tolstoj, racconta un angolo della Sardegna, a sua popolazione e le sue usanze, tecnicamente ancora valido a quarant’anni dalla sua uscita in Germania. Quindi Sebastiane, primo lungometraggio del pittore e regista inglese Derek Jarman, diretto nel 1976 e girato a Cala Domestica, in una spiaggia selvaggia e solitaria vicino Arbus, nell’area del Parco Geominerario del Sulcis, interpretato tra gli altri dal grande mimo Lindsay Kemp, il film si basa su una versione apocrifa della vita san Sebastiano. Quindi il documentario Per noi il cinema era Proibito, diretto dal giornalista e critico cinematografico Sergio Naitza, che racconta i paesaggi e i set di Tissi, Aggius e altri luoghi della Gallura dove Mario Monicelli nel 1954 girò il film Proibito, tratto da La Madre di Grazia Deledda, con Mel Ferrer, Amedeo Nazzari e Lea Massari.  Prodotto da Karel per la Rai sede regionale per la Sardegna, il documentario raccoglie i ricordi – oltre che del compianto regista toscano – delle comparse che parteciparono alla lavorazione. Antonio Ruju, diario di un anarchico sardo, secondo lavoro di Roberto Nanni, prodotto dalla Sacher Film presentato al festival.  Una storia rocambolesca e intima che racconta la Sardegna dal fascismo ai giorni nostri.

VISIONI DI SARDEGNA – MY GENERATION

Sarà presentato I morti di Alos, il mockumentary (documentario che unisce realtà e finzione) diretto dal regista di Iglesias, Daniele Atzeni, già selezionato all’International Short Film Festival di Clermont-Ferrand (Francia), che racconta – attraverso la voce del protagonista Antonio Gairo – le vicende del paese immaginario di Alos, i cui abitanti sul finire degli anni Cinquanta compiono un fatale passo verso la modernità. Io sono qui di Mario Piredda, già in cinquina al Premio David di Donatello per Cortometraggi 2011 e vincitore di numerosi festival, racconta la storia di un giovane gallurese che emigra per combattere una guerra che non lo riguarda, ma che per lui rappresenta un’occasione. Questa si rivelerà una scelta dolorosa. Arturo torna dal brasile di Marco Antonio Pani è il ritratto, raccontato con toni vintage, di Arturo Usai, direttore della fotografia in Brasile, medico ad Alghero, cineasta dai molti talenti che ha attraversato oceani e culture senza perdere contatto con le proprie radici. Sa grascia, esordio di Bonifacio Angius, road movie in una Sardegna antica, perduta, di ninna nanne e  filastrocche, dietro i profumi ed i colori di un’estate bruciata dal sole. E ancora Antonina, di Giuseppe Casu e Gianluca Stazi, un audiodocumentario dai toni intimi e drammatici, in cui voci nell’oscurità narrano la miniera, la dignità nel lavoro e l’irrefrenabile desiderio di poter lasciare qualcosa di buono ai figli.

MASTERCLASS ED EVENTI COLLATERALI


Numerose le masterclass previste dall’Across the Vision Film Festival: venerdì 9 marzo alle ore 10:00, presso l’Università di Cagliari, la masterclass di regia tenuta dal regista milanese di origini calabresi Michelangelo Frammartino, autore de Il dono e Le quattro volte (presentato al festival), entrambi ambientati in Calabria. Due i workshop organizzati da Media Desk Italia e tenuti dal suo direttore Giuseppe Massaro. Il primo si tiene giovedì 8 marzo alle ore 15:00 presso l’Aula Magna dell’Università di Cagliari,  Cagliari, dal titolo Programma MEDIA: uno strumento prezioso per l’industria audiovisiva europea, mentre il secondo workshop si tiene venerdì 9 marzo alle ore 14:00 presso il C.I.C.C. Museo del Carbone a Carbonia, dal titolo Nuove tecnologie, Fondo di Garanzia alla Produzione e Festival: MEDIA tra innovazione e tradizione. Aspettando “Creative Europe”, il futuro del Programma.

Domenica 11 marzo verrà inoltre presentato presso il Museo C.I.C.C. di Carbonia, preceduto da una visita alla miniera, Minatori, mineros , il lavoro fotografico  dell’artista sardo Adriano Mauri, introdotto dalla curatrice della mostra, Sonia Borsato, storica dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Sassari.  Gli scatti di Mauri raccontano il lavoro nell’ultima miniera di carbone ancora attiva in Italia, la Carbosulcis Spa, a Nuraxi Figus nella provincia di Carbonia Iglesias, attraverso le facce dei minatori. La mostra è promossa dall’Istituto italiano di Cultura e patrocinata dalla Provincia di Cagliari e dalla fondazione Andrea Parodi.
L’Across the Vision Film Festival si terrà – tra le varie location – nel Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e sarà in parte ospitato nelle strutture di archeologia industriale recentemente restaurate. www.parcogeominerario.eu

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