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Frecciarossa Milano-Venezia senza abbonamento? Pendolari in rivolta

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Fabrica team Recognition IK Prize 2016 Tate Britain
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I pendolari di tutta Italia sono in subbuglio per la decisione di Trenitalia di non consentire più dal 1 gennaio 2017 gli abbonamenti sui treni Frecciarossa, fra cui anche i Frecciarossa Milano-Venezia. La notizia preoccupa molto i pendolari della tratta Milano-Venezia, dove è in corso la sostituzione delle corse dei vecchi Frecciabianca con i Frecciarossa, sostituzione che si concluderà entro il 2016. Gli abbonamenti sono molto più costosi, almeno del 30%, mentre il tempo di percorrenza sostanzialmente uguale. Ma il conto per i pendolari rischia di diventare ancora più salato se, come annunciato nei giorni scorsi dalla neo ad di Trenitalia Spa Barbara Morgante al congresso WCRR a Milano, la società annullerà dal prossimo anno la possibilità di abbonarsi ai Frecciarossa.

«Il problema è particolarmente sentito nelle tratte da Venezia verso Milano e da Torino nella direzione opposta, perché c’è un notevole gruppo di pendolari quotidiani della tratta che lavorano, studiano o risiedono a Milano – ricorda Ilario Simonaggio, esperto di trasporti ora all’area ambiente territorio e reti della Cgil del Veneto –. Molti di questi non coprono l’intera tratta Venezia Milano ma sono centinaia di utilizzatori quotidiani che si muovono dal Veneto (Padova, Vicenza, Verona) verso Milano».

Secondo Simonaggio le scelte di Trenitalia si basano su questi presupposti: «Mantenere i tassi di riempimento dei Freccia Rossa avuti su Milano con l’expo 2015; offrire un servizio commerciale in linea con la competizione patita con altri operatori ferroviari sulle tratte più remunerative; eliminare l’attuale scontistica sulle tariffe pendolari, in occasione del cambio dell’offerta, strappata dalla Regione Lombardia sino alla fine del corrente anno; evitare la necessaria copertura di posti sui Freccia Rossa a favore di pendolari abbonati a prezzi scontati rispetto ai prezzi praticati a “libero mercato”; presentare un bilancio in attivo sui singoli settori di attività, finalizzato pure allo sbarco in Borsa previsto per il 2017. Le scelte di Trenitalia Spa sono chiare e sono mirate ai conti della società, ma non c’è dubbio che impattano in modo inaccettabile e pesante sulla vita e sul reddito dei pendolari».

Simonaggio e la Cgil propongono alla Regione Veneto e alle altre interessate alla faccenda una strategia alternativa, che poggia su quattro pilastri: il ritorno dei treni interregionali Venezia-Milano, soppressi nel 2013, anche con l’acquisto di nuovi treni; l’apertura di una trattativa fra Regioni e Trenitalia; applicare la “cura del ferro” nel concreto, oltre gli slogan; praticare tariffe alla portata di persone normali, che usano i mezzi per lavorare e hanno diritto alla mobilità.

Nel frattempo i comitati dei pendolari hanno avviato una raccolta fondi per avviare un ricorso al Tar per far annullare una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti, approvato l’11 maggio 2016, che regola i diritti minimi dei pendolari al Alta velocità e secondo i comitati è poco favorevole a loro, aprendo la strada alla cancellazione degli abbonamenti. Il ricorso avrebbe l’appoggio di Federconsumatori e potrebbe avere un costo di 10 euro a testa se ci sarà un buon  numero di adesioni. A questo link c’è un form in cui si può segnalare la propria adesione all’iniziativa. Il comitato pendolari Milano-Venezia ha come referente Mario Gabrieli (e una mail di riferimento: abb.fsfrecciabianca @ libero.it), ed è coalizzato con i comitati delle linee veloci Torino-Milano, Firenze-Bologna, Bologna-Firenze e Crufer.

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