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Il campione di boxe e i forconi

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Devis è Boschiero, il Campione d’Europa dei pesi supermosca. Il presidio è uno di quelli nati spontaneamente in questi giorni fra Piove di Sacco e Chioggia. E questa è un’altra piccola storia che può raccontare il paese che cambia.

E’ la gente che protesta, non si definiscono facenti parte de “I Forconi”, pensano di essere indipendenti dalla politica, però … Ho visto l’annuncio di Davis su Facebook, e da prima non ho capito. Invitava tutti i suoi amici ad andare all’incrocio della zona industriale di Tognana, vicino Chioggia, perché lì si era costituito un presidio spontaneo di persone che fermavano il traffico, lo rallentavano. Distribuivano panettone e volantini agli automobilisti ed ai camionisti di passaggio.

Ho pensato subito ai “Forconi”, al loro movimento, e sono partito. La macchina fotografica con me, un blocco di carta e mi sono messo sulle tracce di questo posto di blocco sperso nella nebbia della padana.

Uno dei tanti , ovviamente. Qui in Veneto sta diventando in questi giorni un fenomeno sempre più diffuso, e siccome sono convinto che i fenomeni vanno conosciuti prima di poterli giudicare, ho deciso di andare a vedere.Un viaggio certamente non facile, reso ancora più complicato da condizioni meteorologiche avverse. Una nebbia fredda che ti risucchia l’aria dai polmoni e un’umidità indescrivibile.

“Devis” è Devis Boschiero, il campione europeo di boxe nella categoria superpiuma e di recente nominato sfidante ufficiale al campionato del mondo. E allora mi sono chiesto: “cosa ci fa qui il campione d’europa di boxe”, forse uno dei pugili più prestigiosi che attualmente ha l’Italia? E cosa ci fa Aurora studentessa universitaria di Storia e Tutela dei Beni Culturali? E cosa ci fanno queste persone, Luca, Vittorio, accampate ad un incrocio di una statale di grande traffico, nel cuore pulsante del profondo Nordest e a pochi giorni dalla sbornia Natalizia? Pensi alla crisi, pensi subito al movimento dei “forconi”, pensi alla lega Veneta ed alla sua forza da queste parti, pensi alle quote latte, … pensi a tante cose ma poi arrivi e ti incontri con questa gente e cerchi di parlare con loro, per capire.

E capisci che è un discorso assolutamente italiano, cioè complicato e assurdo. Capisci che prendere una posizione è veramente difficile, e forse inutile. Sono tutti gentilissimi, quasi si scusano con me dopo che gli dico che sono di Roma, per tutto quello che si dice dei romani da queste parti. Tutti ti avvertono che loro non hanno padroni, non hanno partiti politici che li muovono come pedine, ma tutti sono profondamente intrisi di politica. C’è chi parla di Veneto Stato, chi parla di federazione delle regioni, chi chiede semplicemente di avere meno tasse.

Ci sono i giovani, soprattutto, che chiedono di avere una speranza. Protestano, vorrebbero avere un’opportunità per far sentire la propria voce.  E mi sembrano anche i più lucidi. Si rendono conto che il cambiamento passa sulla loro pelle e che produrrà ferite profonde. Ogni tanto sorridono.

Qualcuno vuole che fotografi la bandiera di San Marco, “la gloriosa”. Al presidio non hanno voluto la bandiera italiana, ma su questo qualcuno non è  d’accordo. Anche Devis, che per quella bandiera combatte, non è completamente convinto.

Ma la gente è solidale. Me lo fanno notare in tanti. E in effetti non c’è nessuno a bloccare i pesanti TIR o le macchine. Sono loro che si fermano, chiedono, prendono i volantini o un bicchiere di vino, un pezzo di panettone. Si capisce che il malcontento è generale, diffuso, e unisce, ma si intuisce anche che trovare risposte soddisfacenti per tutti sarò molto difficile.

C’è chi vuole andare a Roma, chi li vuole “mandare tutti a casa”  ma non sa come fare, chi continua a parlare di indipendenza del Veneto, chi pensa ad una confederazione di regioni, chi semplicemente vorrebbe potersi giocare le sue chance, ma sono tutti qui a protestare, a testimoniare quanto grande sia questo malessere.  Forse qualcuno potrebbe mettersi in ascolto.

Sergio Vollono

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