Istanbul dalla A alla Z: il velo

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Istanbul dalla A alla Z: çay, il te

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çay/il te

Chi l’ha detto che gli inglesi sono il popolo del te? In Turchia il te è il lubrificate di ogni buona conversazione. Quando gironzolavo per i Bazar del pesce mi bevevo almeno tre quattro te serviti in simpatici bicchierini a forma di papavero a cui bisogna fare l’abitudine per non scottarsi. Non sempre il te prelude all’acqusito di un tappeto o in un abbordaggio. Spesso è semplicemente un modo cortese del negoziante per distrarsi un po’ e praticare le lingue straniere. Il te è sempre pronto in una teiera con due scompartimenti uno per l’acqua calda e uno per il te concentrato. Il secondo va diluito con il primo a seconda dei gusti. Anche se rigorosamante nero, e senza latte, il te si declina in diverse combinazioni: può essere acık (aperto) cioè diluito o  ristretto.

Quando invece ordinate il caffè vi sentite chiedere medio, zuccherato o amaro. Il caffè turco è fatto senza moka: si mette lo zucchero direttamante nella polvere e si lascia bollire in un bricco, una volta versato nella tazzina non si deve mescolare, ma aspettare che il caffè macinato si depositi sul fondo.

 Nicola Brocca

Leggi la lettera: A come Ataturk, B come velo

 

 

 

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