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La mia Lituania pagana: a nord est…perché?

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Sin da piccola ho sempre scritto, perciò a torto o a ragione una parte di me si considera scrittrice, almeno nel senso più letterale del termine. Il “problema”, se cosi si può dire, è che l’ho sempre fatto solo per me.

Da quando sono in giro per il mondo (un po’ per scelta, un po’ per caso e non ultimo per lavoro) mi viene spesso domandato cosa mi abbia spinto a partire e soprattutto cosa abbia visto di speciale li dove sono andata.. La risposta si trova ogni volta nei quaderni che mi porto dietro e solo in parte in quello che riesco a raccontare quando mi viene chiesto. Non per cattiva volontà, anzi, ma per mancanza di tempo (l’attenzione degli altri ha una durata, giustamente limitata direi) o se volete per colpa del tempo, perchè quello che ieri aveva un senso, oggi ne ha un’altro che è difficile da riportare.

Intanto sono partita di nuovo e proprio quando mi apprestavo a festeggiare la 3 settimana in un paese curioso e poco conosciuto come la Lituania, prima che mi venissero rivolte le domande di rito di cui sopra, sono capitata sul sito di A Nord est di che. E’ stato allora che ho pensato di aver trovato il luogo ideale per condividere, per la prima volta, quello che vedo mentre lo vedo, rispondendo così in anticipo, ed in modo più esauriente, alle eventuali curiosità.

Se devo essere del tutto sincera però, c’è una ragione che è stata per me determinante…Si da il caso che in questo momento io in effetti mi trovi a nord est.

Il piccolo paese, che temporaneamente chiamo casa, è stato una piacevole scoperta sin dal giorno del mio arrivo…Il profumo di verde e di pioggia, in questo periodo dell’anno, regala un immagine ben diversa dallo stereotipo diffuso del nord freddo, bianco (ma tutto l’anno poi?) e poco accogliente. La gente del posto mi chiede con curiosità e cortesia come mai abbia scelto proprio la Lituania, quasi a confermare la frase di alcune magliette per turisti che dice “ Lituania..bella, ma dov’è??”, quasi fosse strano per loro che un piccolo paese possa suscitare interesse.

Eppure di roba interessante in Lituania c’è ne davvero tanta, basta solo pensare alla lingua locale. Così diverso, così complesso e così protetto, il lituano è il simbolo della tradizione mantenuta, in particolar modo a Kaunas, che pur trovandosi al centro della regione non ha dovuto adattarsi, come invece la capitale Vilnius, alle esigenze di un numero di “stranieri” (soprattutto polacchi e russi) sempre più numeroso.

Non posso proprio riassumere tutto quello che sto imparando della Lituania in un unico intervento, quindi mi soffermerò su un paio di caratteristiche che mi sembrano le più curiose forse perchè le più lampanti, ed alla portata di tutti. Tra queste peculiarità, c’è, come dicevo prima, la lingua.

Innanzitutto pare che il lituano sia una delle lingue più antiche in Europa e se il nostro orecchio si abitua con difficoltà è perchè la lingua lituana deriva dall’indoeuropeo e conserva ancora tracce del sanscrito e del latino e greco antico.

Provate adesso ad immaginare 8 diverse declinazioni con desinenze  rispondenti ai casi, proprio come in latino. Aggiungete 12 vocali distinte tra lunghe e brevi ed 8 dittonghi, ma non dimenticate di fare attenzione ai puntini e alle “virgolette” sopra o sotto le lettere. Moltiplicate per 2 diverse varianti della lingua a seconda che vi troviate al nord, Aukštaičių, oppure al sud, Žemaičių, a loro volta triplicabili sottoforma di dialetti locali in base alla posizione geografica. Per gradire sappiate infine che gli accenti (questo si come in Italiano) non sono rappresentati graficamente ma rispondono a regole grammaticali ben precise, ovviamente incomprensibili per chi non le abbia studiate a scuola.

Pare che i bambini lituani debbano faticare parecchio per ricordare tutte le regole, casi ed eccezioni e che purtroppo molti adulti facciano errori grossolani nel parlato quotidiano.

La lingua lituana inoltre, presenta un vocabolario che potrebbe definirsi antico e la ragione è prettamente politica..Subito dopo il 1918 il lituano che aveva subito inflessioni polacche e tedesche sostituisce i termini “stranieri” con altri ripresi dalla tradizione.

Un aspetto della Lituania sicuramente affascinante riguarda la religione. In maggioranza cattolici con una discreta presenza ortodossa i Lituani, come alcuni mi hanno spiegato con orgoglio, sono stati gli ultimi pagani d’Europa (fino al 1387). Il paganesimo lituano richiama quello lettone e della Prussia antica. Il cristianesimo ne diede una sua interpretazione identificando Dievas, dio del cielo diurno, come la divinità superiore e Velinas, dio del cielo notturno, come il diavolo. In realtà Dievas e Velinas incarnavano una sorta di ying e yang, garanti dell’armonia tra le forze della natura, conosciuta come Darna.

Nella tradizione pagana lituana, il Sole è una divinità femminile, Saules, mentre la Luna, Menules, è una divinità maschile. Dalla loro unione nasce Zemyna, la Terra, a cui erano rivolte preghiere e litanie serali. Particolare è anche il culto legato al fuoco, che costituisce una divinità a se stante chiamata Gabija ed alla quercia, Perkunas, a cui era dedicato un fuoco perenne.

Raganų kalnas anche conosciuta come la collina delle streghe custodisce circa 90 statue in legno ispirate alle immagini, ricorrenti nella cultura lituana, di streghe e diavoli ma anche alla tradizione pagana.

Che dite vi va un giro?

Germana

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