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Questi due articoli  sono stati pubblicati sul Corriere dell’Alto Adige martedì 22 novembre

«Avvocato, consigliere economico del principato di Monaco e mecenate, insignito per i suoi meriti nella promozione della cultura, della tutela dei beni archeologici e della scienza in Alto Adige, in particolare per la costituzione del centro di documentazione per il diritto delle minoranze e delle autonomie presso l’Eurac». Con questa motivazione il nome di Herbert Batliner, 83 anni, uno degli avvocati, giuristi e economisti più noti del Liechtenstein, è stato insignito nel 2010 dalla Provincia Autonoma di Bolzano del più prestigioso dei riconoscimenti: il Grande ordine di merito. Si tratta di un sigillo d’oro che viene consegnato a Castel Tirolo il 5 settembre, giorno dell’anniversario della firma dell’accordo di Parigi, a una decina di personaggi illustri ritenuti dalla giunta provinciale particolarmente importanti per lo sviluppo dell’Alto Adige.
Peccato che il suo nome compaia anche nel recentissimo libro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso «Soldi sporchi», che tratta il tema del riciclaggio di denaro da parte delle mafie. «Una sentenza del Liechtenstein accredita Batliner come possibile riciclatore delle fortune di Hugo Reyes Torres, ufficialmente commerciante all’ingrosso, in realtà un narcos ecuadoriano da 15 milioni di euro di patrimonio» scrive il procuratore antimafia.

È proprio Grasso che nel suo libro cita l’onorificenza ottenuta a Bolzano da Batliner, «a fianco di personalità indiscusse con l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi» rileva. «È il re degli investimenti in Liechtenstein, dove vige il sistema dell’Anstalt, un modello societario che consente l’assoluto anonimato e che attrae un fiume di denaro ufficialmente per esigenze fiscali» si legge ancora nel volume di Grasso. Dalla Provincia di Bolzano Batliner ha ottenuto l’importante riconoscimento al culmine di una lunga amicizia e collaborazione con il presidente Luis Durnwalder, che guida l’esecutivo chiamato a votare il conferimento dell’onorificenza.

Il rapporto di Batliner con l’Alto Adige affonda le sue origini oltre dieci anni fa, se già nel 2001 il finanziere del Liechtenstein aveva staccato un assegno da un miliardo di lire (consegnato direttamente nelle mani del presidente Durnwalder) in favore dell’Accademia Europea. Eppure basta scorrere le pagine web per ricostruire che il curriculum del finanziere è punteggiato di luci e ombre. «Per via del proprio ruolo di uomo d’affari con solide basi nel piccolo Stato cuscinetto tra la Svizzera e la Germania, Batliner è soprattutto l’esperto che ha garantito a molte imprese di avere base in un paradiso fiscale» scrive il procuratore nazionale antimafia Grasso.

I primi a sollevare perplessità sull’opportunità di conferire un simile riconoscimento a quello che sul web viene definito «il mago delle società fiduciarie» erano stati i Verdi nel giugno 2010, a seguito dell’ufficializzazione della lista di premiati da parte della giunta provinciale. «Il professor Batliner, insignito di una onorificenza anche da parte del Vaticano, che gli consente di entrare nella basilica di San Pietro a Roma sul dorso di un cavallo. Nei suoi confronti la Procura di Bochum ha emesso nel 2000 una delle multe più esose di tutta la Germania per circa 100 milioni di euro» hanno ricordato i Vverdi. «Batliner ha inoltre dovuto difendersi dall’accusa di concorso in evasione fiscale, per la quale ha pagato una multa. Perciò non riteniamo una buona idea conferire uno dei più importanti riconoscimenti a Batliner» hanno concluso i verdi.

Silvia Fabbi

La risposta di Durnwalder: un professionista di alto livello

Il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder non trova alcuna incongruenza nel riconoscimento conferito a Herbert Batliner a Castel Tirolo nel 2010. Anzi. «Abbiamo premiato un professionista di altissimo livello, uno degli avvocati più noti e stimati del Liechtenstein» spiega il Landeshauptmann, che confessa di essere legato a Batliner da un profondo e datato rapporto di amicizia. Durnwalder non si scompone per il fatto che il noto e potente finanziere, avvocato e giurista, sia stato nel corso della sua vita oggetto di numerosissime indagini a sfondo fiscale soprattutto in Germania e venga additato dal procuratore antimafia Pietro Grasso addirittura come il finanziere di fiducia del narcotrafficante ecuadoriano Hugo Reyes Torres.
«Alla fine dei procedimenti che lo hanno interessano Batliner è sempre stato assolto da tutte le accuse che gli sono state mosse. Fino a prova contraria non è mai risultato responsabile di niente e quindi per me vale la presunzione di innocenza» spiega il presidente della giunta di Bolzano. Come da prassi per questo riconoscimento, la proposta per il conferimento arriva da un soggetto esterno alla giunta ed è poi l’esecutivo a licenziare la lista finale dei premiati. «Batliner ha fatto moltissimo per la nostra terra e per le associazioni in provincia. Lo ritengo un amico delle istituzioni provinciali. Peraltro non ha mai avuto problemi con la giustizia italiana, quindi per noi il problema non si pone» spiega il Landeshauptmann.
La giunta ha votato le candidature da una rosa di nomi, «nel caso di Batliner all’unanimità» precisa Durnwalder. Il presidente della giunta paragona la figura di Batliner a quella di Andreotti. «Quante volte anche Andreotti è stato accusato di reati che poi si sono rivelati inconsistenti? Bisognerebbe per questo rivalutare la figura dell’ex presidente del consiglio?» chiede Durnwalder.

Il presidente precisa che «Batliner lo conosco da anni proprio per la sua fama professionale», ma quando gli si chiede se l’origine della loro amicizia sia stata una sua visita in Liechtenstein il Landeshauptmann si schermisce: «Sono affari che non sono proprio (ride). In ogni caso si tratta di una persona dai grandissimi meriti, che è stata proposta proprio per questo per il Grande ordine di merito».
Sil. Fa.

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