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Libano, This is not Paradise

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Un appello di quelli che ci piacciono. Per costruire un’inchiesta insieme, per capirne di più del Medio Oriente. Ecco This is not Paradise, un’inchiesta che vuole scandagliare la condizione delle donne migranti che giungono in Libano per lavoro. Per finanziare quest’impresa Gaia e i suoi amici hanno lanciato da qualche giorno una campagna di crowdfunding per raccogliere una parte del finanziamento on line tramite piccole donazioni. In cambio, a seconda di quanto donerete, riceverete una copia del DVD, una citazione nei titoli di coda, una proiezione nel vostro salotto. Ad AND l’idea piace e vi chiediamo di dare una mano a questo sogno.

Qui trovate tutto il progetto e la possibilità di aderire alla campagna: http://www.indiegogo.com/projects/this-is-not-paradise/x/2818959. E’ possibile fare donazioni anche via bonifico scrivendoci alla mail: thisisnotparadisedoc@gmail.com

“Abbiamo bisogno di molto passaparola, perchè tanti piccoli contributi possono fare la differenza”, ci spiega Gaia. Qui sotto una presentazione del filmato e il progetto completo. Perché trasparenza vuol dire fiducia. E in questo caso, speriamo, una mano da parte di tutti.

Siamo Gaia, Lisa, Martin, Matteo, Michelangelo e Nicole, un gruppo di amici, professionisti nel settore dell’audiovisivo e del sociale, che hanno deciso, per passione comune, di impegnarsi nella produzione di documentari sociali, focalizzati su vari temi, dalle migrazioni, ai diritti dei lavoratori, alla condizione dei richiedenti asilo in Italia, per citarne alcuni.

Così è nata Sunset, una casa di produzione con sede a Forlì, che si occupa di progettazione, realizzazione e produzione di materiali audio-visivi soprattutto in ambito documentaristico www.sunsetstudio.it . Il gruppo ha prodotto, dal 2008, a oggi, otto documentari che hanno avuto importanti riscontri a livello nazionale e internazionale http://www.sunsetstudio.it/index.php?option=com_k2&view=item&layout=item&id=111&Itemid=713

Nel gruppo ognuno ha una propria competenza specifica: Gaia come esperta in politiche dello sviluppo si occupa della scrittura di soggetto, dei testi, delle interviste e della regia; Lisa di regia e montaggio; Martin è direttore della fotografia; Matteo operatore di ripresa e montaggio; Michelangelo e Nicole si occupano della parte di ricerca fondi.

Durante la sua permanenza in Libano come capo progetto per una ONG italiana, Gaia ha conosciuto l’AntiRacism Movement, www.antiracismmovement.com un gruppo di giovani libanesi che, in collaborazione con i rappresentanti delle comunità migranti, si battono in difesa dei diritti dei migranti nel Paese dei cedri, attraverso azioni di lobbying presso le istituzioni libanesi e attività di sostegno ai migranti.

Da questo incontro è nata l’idea di collaborare, mettendo insieme le diverse conoscenze e competenze, per creare un documentario sulla difficile condizione delle donne di servizio migranti in Libano.

-Di cosa parla il documentario e per cosa stiamo cercando fondi

This is not paradise..” è la frase scritta da una delle tante donne migranti che lavorano in condizioni di semi schiavitù presso una famiglia libanese, immaginandosi di poter parlare attraverso una lettera ad una propria connazionale in partenza per il Libano.

Negli ultimi anni il numero dei collaboratori domestici migranti assunti in Libano è aumentato in maniera esponenziale, raggiungendo una stima ufficiale di 200.000 persone in un paese che in totale conta 4 milioni di abitanti; la maggioranza di questi lavoratori sono donne.

Contestualmente, le storie di abusi e sfruttamento di questi lavoratori, provenienti principalmente da Filippine, Bangladesh, Etiopia, Sri Lanka, Nepal ed Eritrea, hanno destato preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale.

Molti dei collaboratori domestici migranti devono fronteggiare quotidianamente una mole di lavoro spropositato e la violazione dei diritti umani fondamentali, tra cui il mancato pagamento dei salari, abusi fisici, psicologici e sessuali, fino alla perdita completa della libertà personale.

Questa situazione è da sempre stata messa sotto silenzio sia dalle autorità che dalla società civile società civile libanese, che hanno sempre avuto la tendenza a “rimuovere” il problema delle donne migranti.

Questo sino alla primavera del 2012, quando un video amatoriale ad alto impatto emotivo fa il giro del mondo su Youtube : Alem Dechasa, cittadina etiope e migrante lavoratrice in Libano cerca aiuto presso la propria rappresentanza consolare a Beirut, ma viene brutalmente catturata dai propri datori di lavoro, che la trascinano a forza dentro un’auto per riportarla nella casa in cui lavora come domestica.

Pochi giorni dopo Alem si suicida, nell’ospedale psichiatrico dove era stata portata, in seguito al suo arresto per clandestinità. http://www.youtube.com/watch?v=4AqY1tjGIlk

Non è di certo la prima donna migrante a decidere di metter fine alle proprie sofferenze in questo modo, ma la forza dei nuovi media scuote finalmente gli animi della società civile libanese, che questa volta si muove.

Come reazione di sdegno a questo drammatico fatto di cronaca, viene costituita un’associazione civile, l’”Anti Racism Movement” (ARM), che raggruppa attorno a sé cittadini libanesi indignati da questa situazione, associazioni di migranti e ong, che in occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori, sfilano per le strade di Beirut in difesa dei diritti dei lavoratori migranti ed in ricordo di Alem e di tutte le donne migranti che come lei sono state costrette a cercare la libertà nel suicidio.

Per la società libanese, disgregata da decenni di guerra civile, questo costituisce un evento di portata storica: non ci sono più barriere di appartenenza religiosa, familiare o etnica, il diritto ad un lavoro dignitoso e al rispetto dei diritti umani in generale diventa più importante.

L’idea del documentario nasce dall’esperienza come cooperante in Libano di Gaia e ha trovato una nuova drammatica spinta nella primavera del 2012, dopo il suicidio di Alem Dechasa.

Per quanto questa forma di schiavitù moderna sia diffusa in diversi paesi nel mondo, in Libano questo fenomeno suscita un interesse particolare per la natura stessa della società libanese, particolarmente complessa, piuttosto ricca, e per la sua vicinanza all’Italia e ai Paesi dellUnione Europea.

Avendo lavorato sul campo con diverse ong abbiamo avuto la possibilità di consolidare conoscenze e contatti che ci permettono di programmare un buon numero di incontri, sessioni di riprese e interviste sul campo, non solo con donne uscite dalla schiavitù o ancora schiave, ma anche con loro datori di lavoro, oltre che con i rappresentanti delle istituzioni nazionali di riferimento e delle rappresentanze consolari dei diversi paesi d’emigrazione.

Seguendo gli operatori dell’Anti-Racism Movement nel loro lavoro quotidiano di assistenza alle lavoratrici migranti e di lobbying nei confronti delle autorità libanesi, l’obiettivo del documentario è, da un lato, indagare a fondo la questione delle migrazioni femminili delle lavoratrici domestiche in Libano al fine di dar loro voce e portare una testimonianza diretta di una problematica che per lungo tempo è passata in sordina; dall’altro lato, di seguire un cambiamento radicale in atto nella società civile libanese, e in particolare nei giovani, che ha portato alla nascita di un movimento interetnico ed interconfessionale per combattere il razzismo e difendere i diritti umani.

-Come potete aiutarci:

1) Contributo finanziario: aiutandoci anche con un piccolo finanziamento ci darete la possibilità di produrre al meglio il documentario, permettendoci di realizzare accuratamente le riprese e le interviste, secondo i tempi necessari, di curare la post produzione, montaggio e color correction, oltre ad avere la possibilità di creare musiche originali.

Ci permetterà inoltre di poter distribuire e diffondere il documentario in maniera ampia, anche attraverso la partecipazione a Festival nazionali ed internazionali.

2) Facendo passaparola tra vostri amici e conoscenti: sia parlando del progetto sia utilizzando i social network, condividendo e diffondendo il progetto, la pagina Facebook This is not paradise e il sito.

3) Partecipando al dibattito sulla tematica: basta mettere un I like sulla pagina Facebook This is not Paradise , comunicarci le vostre impressioni, condividendo informazioni e scambiando i vostri pareri.

Cosa riceverete in cambio del vostro contributo finanziario?

a) Contributo IL TUO NOME NEI TITOLI DI CODA 10 €: Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film e avrete tanto affetto e un grazie da parte nostra sul nostro account Facebook;

b) Contributo THIS is NOT PARADISE in HD 15 €: Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

c) Contributo THIS is NOT PARADISE DVD 20 €: euro Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

d) Contributo CARTOLINE DAL LIBANO 50 €: Vi invieremo una cartolina dal Libano durante le riprese per aggiornarvi sulle riprese e ringraziarvi personalmente + Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

f) Contributo THIS is NOT PARADISE POSTER 100 €: Poster originale del film (50×70) + vi invieremo una cartolina dal Libano durante le riprese per aggiornarvi sulle riprese e ringraziarvi personalmente + Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

g) Contributo PROIEZIONE A CASA VOSTRA 150€: Organizzazione di una proiezione del film con dibattito per la vostra associazione o nel vostro salotto di casa per i vostri amici + Vi invieremo una cartolina dal Libano durante le riprese per aggiornarvi sulle riprese e ringraziarvi personalmente + Poster originale del film (50×70) + Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

h) Contributo RASSEGNA DIRITTI UMANI E MIGRAZIONI 250 €: Organizzazione di una proiezione multipla su migrazioni e diritti umani con dibattito per la vostra associazione o nel vostro salotto di casa per i vostri amici (This is not paradise 2013 + Aicha è Tornata 2011 + Libertà in esilio 2009) + Vi invieremo una cartolina dal Libano per aggiornarvi sulle riprese e ringraziarvi personalmente + Poster originale del film (50×70) + Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD + Il vostro nome comparirà nei titoli di coda del film;

i) Contributo EXECUTIVE PRODUCER 500 €: Il vostro nome comparirà nei credits del film, nel poster e su IMDB come produttore esecutivo + Organizzazione di una proiezione multipla su migrazioni e diritti umani per la vostra associazione o nel vostro salotto di casa per i vostri amici (This is not paradise 2013 + Aicha è Tornata 2011 + Libertà in esilio 2009) + Vi invieremo una cartolina dal Libano per aggiornarvi sulle riprese e ringraziarvi personalmente + Poster originale del film (50×70) + Riceverete il DVD del film comodamente a casa + Link per il download del film in formato digitale full HD.

-Come verranno usati i vostri soldi?

1.000 Pre produzione (materiali e risorse umane per ricerca, scrittura soggetto e sceneggiatura)

5.900 Riprese: viaggio per/da Libano, vitto e alloggio, affitto auto (per le registe, l’operatore delle riprese, il direttore della fotografia)

400 Affitto delle attrezzature professionali

600 Assicurazione

5.600 Risorse Umane (ricercatore, regista, produttore, musiche, giornalista, montatore)

900 Stampa DVD

1.600 Materiale di visibilità (cartoline, poster, etc) e costi di partecipazione ai festival., web site)

Cosa succede se raggiungiamo > di 16.000 euro?

Se raggiungiamo 16.000 euro riusciremo a realizzare il documentario così come lo abbiamo concepito, ad avere il tempo necessario per fare delle buone riprese e ad approfondire le storie che decideremo di seguire, oltre a poter retribuire in modo equo tutti coloro che collaboreranno alla realizzazione del film.

Cosa succede se raggiungiamo < di 16.000?

Realizzeremo comunque il film, ma partiremo per il Libano in tre, anziché in quattro, dovremmo rivedere alcune parti della produzione e della post-produzione, i giorni di permanenza in Libano e ridurre le collaborazioni con altri professionisti (musiche, post-produzione, distribuzione).

Quando sarà pronto il nostro progetto e quando riceveremo i regali?

Il film verrà girato nel luglio del 2013, montato tra agosto e novembre 2013 e sarà pronto entro gennaio del 2014.

Indicativamente questi sono i vari passaggi per la produzione del documentario, che vorremo riuscire a terminare per dicembre di quest’anno, per poi poterlo distribuire durante il 2014:

Pre-produzione (ricerca e fundraising): dicembre 2012 – giugno 2013

Produzione (riprese): luglio 2013

Post-produzione (montaggio, sonorizzazione e mixaggio audio, elaborazione musiche originali, color correction): agosto – novembre 2013

Promozione e diffusione: gennaio – dicembre 2014

Speriamo quindi di riuscire ad inviarvi la vostra copia per Natale 2013. Un regalo che potrete condividere! Potete sostenerci in quest’obiettivo anche spargendo la voce tramite passaparola e social network, tra i vostri amici, conoscenti e persone che pensiate possano essere interessati ad approfondire quest’argomento e ad aiutarci nel nostro progetto.

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