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Cervi sacri, scimmie e il cucchiaio più grande del mondo: Miyajima, gioiello del Sol Levante

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Ci sono tre paesaggi in Giappone, detti “Nihon Sankei”, notoriamente considerati come i più belli e suggestivi del paese: i pini delle isole di Matsushima (nella Prefettura di Miyagi); Amanohashidate, che significa “bridge to heaven”, una la sottile striscia di sabbia ricoperta di pini che unisce i due lati della baia di Miyazu (nella Prefettura di Kyoto); e l’Itsukushima Jinja dell’isola di Miyajima (nella Prefettura di Hiroshima) che è stato anche dichiarato Patrimonio dell’Umanità dal’UNESCO.

Durante il mio viaggio attraverso il Giappone, ho avuto l’occasione di visitare Miyajima, ammirare i suoi splendidi paesaggi e assaporare l’atmosfera unica che si respira in quest’isola, sicuramente la più suggestiva che abbia conosciuto da quando sono qui.

Miyajima è una piccola isola del Mare Interno del Giappone, situata nella baia di Hiroshima. Il cuore di Miyajima, un tempo considerata sacra, è costituito dall’Itsukushima Jinja, un meraviglioso santuario shintoista costruito interamente su palafitte, che durante l’alta marea sembra fluttuare sull’acqua ed essere separato dal’isola, proprio a simboleggiare una soglia tra sacro e profano. Data la sacralità dell’isola, alla gente comune non era consentito accedervi ed il santuario era raggiungibile solo in barca, per questo motivo il torii (ovvero il portale che dà accesso ai santuari shinto), è stato costruito all’ingresso della baia, e anch’esso con l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua, mente durante la bassa marea è paticamente raggiungibile a piedi. Le colonne e le travi dell’intero complesso del santuario, il torii e anche la pagoda di cinque piani che svetta alle spalle della sala principale, sono in legno dipinto di arancione.

Il grande torii galleggiante di Miyajima e l’Itsukushima Jinja costituiscono una delle immagini più caratteristiche e in qualche modo identificative del Giappone. Questo luogo affascinante, meta di molti turisti, occupa un sposto speciale nel cuore dei giapponesi, che spesso lo scelgono per sposarsi.

Ad accrescere la magia di questo scenario, vi sono i numerosi cervi che vivono liberamente sull’isola, considerati sacri in quanto ritenuti una sorta di messaggeri degli dei. Questi animali non sono per nulla timorosi dei turisti anzi, ben abituati alla loro presenza e soprattutto a riceve da questi del cibo, perciò si fanno tranquillamente fotografare e accarezzare, talvolta circondati da entusiasti gruppetti di bambimi.

Ma Miyajima ha molto altro da offrire ai suo visitatori. La piccola cittadina di Miyajima, molto folcloristica anche se ricca di negozietti per turisti, è nota come storico centro di artigianato del legno. Qui si trova infatti il più grande cucchiaio di legno per riso del mondo, oggetto comunemente usato tuttora in Giappone, che si pensa sia stato inventato proprio qui.

Nell’isola vi sono diversi templi buddisti, alcuni dei quali situati vicino alla cima del monte Misen, la vetta più alta dell’isola, da cui si gode anche di una vista spettacolare sulla baia di Hiroshima e le isole del Mare Interno.

Nella strada che conduce alla sommità del Monte Misen, in mezzo ad un paesaggio naturale incontaminato, che è anche una riserva di scimmie, si trova il piccolo tempio in cui Kobo Daishi, noto fondatore della scuola buddhista Shingon, rimase a pregare e meditare per 100 giorni. In un edifico vicino al tempio si trova la fiamma sacra da lui accesa, che arde ininterrottamente da 1200 anni. Questa fiamma sacra è stata utilizzata per accendere la fiamma della pace nel parco della pace di Hiroshima.

Il tempio galleggiante, la fiamma eterna, i cervi sacri, il profumo di incenso, …Miyajima è un luogo magico, un luogo in cui sembra che il tempo si sia fermato.

Susi Zatti

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