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Parte con questo post “The Golden State of California”, il blog di Davide Dal Cengio. Nato a Vicenza nel 1988, laureato in Economia e Commercio all’Università di Padova, ed ora studente di Quantitative Finance all’Università di Bologna, dopo l’esperienza Erasmus a Praga di 2 anni fa, decide di ripetere lo stesso tipo di ‘avventura’. Stavolta lo studio lo porta nel sud della California, ad Irvine, capoluogo della più famosa contea di Orange County.

Navigando sul web, ho scoperto che il nickname dello Stato della California è The Golden State. La cosa non mi ha sorpreso più di tanto, il nome è dovuto alla storia di questo stato, caratterizzata dal ‘California Gold Rush’ . Il 24 gennaio 1848 venne trovata infatti la prima pepita d’oro e da lì decine di migliaia di persone giunsero in California alla ricerca di ricchezza. Gli effetti di questa migrazione di massa furono di fondamentale importanza per lo sviluppo di questo stato. San Francisco ad esempio da piccolo paese di appena 200 abitanti nel 1846 passò a 36000 solo 8 anni più tardi. Vennero costruite strade, chiese, scuole in tutta la California e questo portò nel 1849 alla stesura della Costituzione della California, che divenne uno stato nel 1850 (si ringrazia la versione inglese di wikipedia – visto che quella italiana al momento è oscurata – per il contributo).

Ho scelto di chiamare così il mio blog perché ritengo che questo nome, con radici passate sia in verità più attuale che mai. Sappiamo tutti della crisi, che, per quanto adesso pare essere più vistosa, almeno mediaticamente parlando, in Europa, non risparmia certo gli Stati Uniti, dove la disoccupazione reale è ben al di sopra di quanto dichiarino. Molti dicono che il famoso American Dream è morto, probabilmente in parte è così, ma alcuni posti sembrano non sentire la crisi. Uso il termine sembrano perché si sa della tendenza americana a comprare beni al di sopra delle proprie possibilità facendo debiti e talvolta non riuscendo a ripagarli, come ben sappiamo. Come riportato nella mia presentazione, io studio finanza. Non sono un grande appassionato di attualità (non economica), cronaca o politica, per questo è probabile che spesso i miei pensieri vadano verso considerazioni di tipo economico.

Dopo questa breve introduzione mi sembra doveroso raccontare un po’ le cose che al momento mi hanno più colpito, magari vedrò di approfondire alcuni di questi argomenti in posto futuri. Appena arrivato mi ha subito impressionato la quantità di automobili che ci sono, pare che negli Stati Uniti ci siano più macchine che persone. Qualche giorno fa ho chiesto ad un mio coinquilino americano che motore avesse la sua macchina, e lui mi ha risposto: “Un motore piccolo, è un 2500cc di cilindrata“. In effetti mi sono accorto che vedere motori sotto i 3000cc è abbastanza raro, è anche vero che qua la benzina costa meno della metà che in Italia, ma le macchine, la cui metà sono SUV grandi quanto camion, consumano il triplo in media delle nostre auto, quindi a conti fatti cambia poco. Diciamo che salta subito all’occhio che aderire al protocollo di Kyoto sarebbe stato praticamente impossibile per loro. Per non parlare dei sacchetti di plastica, in Italia, grazie ad una direttiva europea, sono stati aboliti per lasciare spazio a sacchetti biodegradabili (che poi pare non siano completamente biodegradabili, ma apprezziamo lo sforzo). Qui invece ti danno, quasi, un sacchetto per ogni prodotto! Già che siamo in argomento passiamo alla raccolto differenziata, qui quando compri bevande in bottiglie o lattine paghi un sovraprezzo che, se fai la differenziata e riconsegni le bottiglie vuote, ti viene restituito. Essendo stato educato a differenziare, ho iniziato a farlo a anche qui, (finora ho avuto indietro $10, che male non fanno) ma appena ho detto ai miei coinquilini americani che volevo fare la raccolta differenziata questi si sono messi a ridere, prendendomi per pazzo!

Ci sono sicuramente molti spunti che mi vengono in mente, differenze culturali e di pensiero tra USA ed Italia che sicuramente vorrò approfondire, lo farò sicuramente nel proseguo del mio blog.

Davide Dal Cengio

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