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Taevaskoja, affioramenti estoni

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La sveglia era suonata alle 9, tremendamente presto per chi aveva fatto balotta tutta la notte al Geenialiste… alla fermata del bus la Zuffa, ancora in evidente stato di hangover, discute con l’autista per un misterioso motivo. Io sono a comprare le bottiglie d’acqua, vitali in quella mattinata da proiettile in testa. L’autobus esce da Tartu e si dirige verso Polva. Arriva a destinazione in qualche modo. Scendiamo ed è tempo di un pancake abbastanza discutibile, al contrario delle grazie delle ragazza che ce lo serve. Commestibile. Una passeggiata fuori lì intorno , poi su per la strada con il pollice in bella vista.

Ne passano un paio e nessuno ci carica, poi Lui. Che tira dritto prendendosi un sonoro e plateale “vaffa” da chi scrive… e allora frena di colpo e parte in retro:”Ops, Zuffa si mette male”… Il nostro giovane amico ha la macchina piena di ogni cosa inutile che sia commestibile o meno. Non parla inglese e mi tocca comunicare in estone per tutto il tragitto. E’ una persona squisita e mi vede quasi come un alieno, “il primo italiano incontrato che parla la sua lingua”… non era di strada per Saesaare ma ci accompagna volentieri dandoci anche diverse informazioni che si rivelarono utilissime per il resto della giornata. Ci lascia nel parcheggio all’ingresso dei due sentieri e sarebbe anche arrivato il momento di svegliarci.

Siamo nella valle del fiume Ahja, 18 km di lunghezza per 1101 ettari con moltissimi salti d’acqua. La Valle è una delle più importanti ed interessanti in Estonia per una particolarità: in soli 7 km si possono trovare la bellezza di 1460 m di affioramenti devoniani di arenaria della Formazione del Burtnieki. Le pareti si presentano a granulometria fine e i colori sono il giallo e il rosa, sono tendenzialmente omogenee ma non di rado possono avere lenti di argilla o intercalazioni conglomeratiche dalla matrice fine.

Saesaare è il piccolo villaggio dove tutto ha inizio: dalla diga della centrale idroelettrica, distante solo qualche centinaio di metri dal parcheggio, parte un sentiero lungo circa 4 km e adatto a tutti i membri della famiglia. Nonostante la vodka della sera prima, ricordo distintamente l’incrocio con diversi passeggini. Il sentiero è quello di Taevaskoja, “Taevas” è il paradiso mentre “koja” è una stanza… Taevaskoja è luogo sacro nella tradizione estone poiché altare per sacrifici durante degli ormai lontani riti ancestrali. Nel recente passato è stata teatro di numerosi eventi folk delle comunità locali, oggi è una delle mete naturalistiche più visitate di tutto il Baltico.

Intorno a noi la foresta ha almeno 150 anni e regala scorci di impressionante “naturalezza”… sul cammino si incontra prima Emaläte Koobas, Grotta della Sorgente Madre, con un ingresso alto 3 m per 8 di larghezza e profonda 13. Molte sono le leggende sulle acque cristalline che la solcano: c’è chi dice che rendano immortali, chi invece che abbiano la capacità di ringiovanire…”Lavandosi 40 volte con quell’acqua si ringiovanisce di 7 anni”… dicono gli anziani.

C’è Väike Taevaskoja affioramento di arenaria dalla potenza di 13 m che presenta tutte le caratteristiche sopra descritte. Poi uno dei posti più suggestivi incontrati in Estonia, Neitsi Koobas – Grotta delle fanciulle – abitata dalla  famiglia del Diavolo che costringeva delle bellissime e biondissime vergini a tessere tutti i giorni vestiti d’oro. Il pianto delle fanciulle, aiutato dal vento, corre fino all’ingresso della grotta e diventa un richiamo magnetico per i ragazzi che l’ascoltano e che coraggiosi provano a salvare invano le vergini non trovando più la strada del ritorno una volta addentratisi nella grotta.

Infine il Suur Taevaskoja un affioramento alto 23 m che forse per via delle storie leggende appena narrate, sembra più imponente di quanto in realtà non sia. Porta impressi i nomi di diverse famiglie estoni, date, messaggi d’amore, qualche bischerata. Il fiume Ahja scorre ai suoi piedi e decine di canoisti al passaggio si fermano ad ammirarla, quasi contemplandola.

Tornando indietro non ci facciamo mancare un giro sul vaporetto che dalla diga risale l’Ahja nella direzione in cui il letto è molto più largo. “Pioveavento” e il comandante essendo l’unico membro dell’equipaggio funge anche da guida turistica. Naturalmente solo in estone. Ci lamentiamo per quei soldi mal spesi a prendere acqua, fino a quando non incontriamo lui e quell’uscita in barca si rivela divertentissima.

Poi torniamo al parcheggio, io devo cercare un sistemazione per la notte da qualche parte perché il giorno dopo è tempo di Setomaa. Gaia deve tornare a Tartu. Comincia la ricerca di un nuovo passaggio in macchina perché la simpaticissima ragazza dell’info point ci avverte che il primo autobus per qualche parte arriverà non prima di 3 ore. Ad arrivare è Marianne con il suo cestino di frutti di bosco appena raccolti.

Poi c’è Valgemetsa.

Ma sarà un’altra storia, forse.

Fausto Di Nella

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