Non dirmi che hai paura, storia di una speranza

Redazione Padova - 17 marzo 2014

Il cinema spagnolo a Milano e Roma

Redazione Padova - 17 marzo 2014

Ungheria, i demoni di Mohács

Redazione Padova - 17 marzo 2014
empty image
empty image

Da quel che ho potuto vedere finora, agli ungheresi piace molto travestirsi. Certo, non siamo ancora al livello MASTER dei Giapponesi o a quello INTERMEDIO degli Americani/Inglesi con le loro feste a tema, ma di certo SONO dei “giovani Padawan” promettenti.

moh1Nella zona di Pècs, in cui vivo, pur di avere una “scusa” ufficiale per mascherasi si sono inventanti il doppio carnevale: mega festone con coriandoli, parate e costumi vari in autunno (no, non per Halloween), e ancora più grande festone con parate e maschere per il tradizionale carnevale a febbraio. E forse questo è solo l’inizio, ora che la primavera sta pian piano arrivando bisognerà sicuramente festeggiare e mi sa che ho un’idea sul come lo faranno…

Non sono mai stata un’appassionata di feste di carnevale, nè di travestimenti e carri di maschere, questo però non significa che detesti questa festa, anzi! Da quando le pasticcerie riempiono le vetrine con crostoli, frittelle alla crema e castagnole, io vado in pellegrinaggio quotidiano a rendere grazie a queste squisitezze! Eterna gratitudine a chi le ha inventate!

Purtroppo in Ungheria non esistono frittelle o particolari dolci di carnevale (non che sia una tragedia considerando quanti tipi di torte deliziose hanno tutto l’anno) per cui ho deciso di fare uno strappo alla regola (ovvero il boicottare il carnevale) e di consolarmi andando a vedere quella che in ungherese viene chiamata Busójárás, il festival della minoranza croata dei Šokci che secoli or sono si era stabilita a Mohács. Armata di “torta camino” (Kürtőskalács) caramellata e spolverata con cacao, graniglia di nocciole e cocco (notevole sostituto delle frittelle) sono partita alla volta di Mohács.

Mohács è una piccola cittadina sulle sponde del Danubio nel sud dell’Ungheria che, placida e tranquilla durante il resto dell’anno, si trasforma totalmente attirando gente da tutte le parti dell’Ungheria in occasione del Busójárás.

Dal momento che questa celebrazione avviene contemporaneamente all’ultima settimana di carnevale, con il passare dei secoli si è perso il significato originale, che aveva moh2ben poco a che fare con il carnevale nel senso in cui lo intendiamo noi. Busójárás è un festival in cui tutti gli abitanti della città si travestono da mostri/demoni con pesanti costumi fatti di pelle di capra o pecora e grandi maschere di legno abbastanza inquietanti e con tanto di corna. Il termine viene da “busó”, ovvero il nome con cui vengono chiamate queste creature. Il festival è davvero molto bello, i Busó arrivano in città via fiume, con delle canoe e piccole barche decorate appropriatamente con ossa e teschi di animale. Fa seguito la parata per le strade della città in cui i mostri spaventano la gente con forconi, bastoni e racchette, anche queste agghindate con teschi, paprika e piccole ciambelline, facendo a gara a chi fa più rumore tra grida, campanacci e raganelle. L’evento principale si svolge sulle rive del Danubio ed è una celebrazione semiseria del funerale all’inverno. I Busó trasportano sulle spalle una grande bara nera in cui simbolicamente è contenuto l’inverno, la caricano in barca e la fanno affondare al centro del fiume tra le grida e i fischi d’approvazione della gente.

Fa seguito il gran falò nella piazza principale che ricorda un po’ il nostro “brusa la vecia” del 6 gennaio. Viene allestito una grande pira e, tra danze tipiche ungheresi e delle
minoranze serba e croata, i Busó danno fuoco agli alberi. Il falò infatti è costituto da piante e alberi di Natale vecchi che vengono raccolti dal comune per essere bruciati tutti insieme durante questo festival.

moh3Come dicevo all’inizio, Busójárás è ora il carnevale tradizionale di Mohács, tuttavia la sue origini sono molto antiche e mescolano riti pagani a vicende storiche più recenti. La leggenda vuole che durante la guerra contro i Turchi nel XVII sec. i soldati ungheresi e gli abitanti di Mohács, non riuscendo a vincere in modo tradizionale, decisero di ricorrere ad un altra tattica, ovvero di spaventare gli avversari a morte. Una notte, vestiti con pelli di capra, maschere di legno dipinte col sangue e con tutto il resto che ora fa parte del costume tradizionale da Busó, avvicinandosi all’accampamento con le barche dal fiume, riuscirono a cogliere i Turchi di sorpresa e a terrorizzarli così tanto che non fecero più ritorno nella città.

Se mai decideste di fare un viaggio in Ungheria a febbraio, ricordate che non c’è solo Budapest e fate un salto qui al sud. Magari non vi piaceranno i Busó, ma sicuramente avrete di che divertirvi e di cui gustare, tra torte-camino, langos, vin brulè e palinka!

Silvia La Mura

Leggi il diario di Silvia.

 

 

 

 

 

 

Leave a comment

*