Africae Festival: musica, danza, mostre e workshop a Verona

Sette incontri, otto concerti, una mostra, un workshop di danza in vicolo Pozzo 1, nel parco dei Missionari Comboniani. Dal 12 al 14 giugno 2026, a Verona, torna Africae Festival, con un’immersione in riflessioni e suoni dall’Africa e dintorni. Le danze iniziano letteralmente già giovedì 11, con un evento pre-festival decisamente sui generis: il workshop ”Belli Balli Ribelli”, a cura dei coreografi Roberto Castello (tra i più noti nomi nazionali del settore, vincitore di 4 premi Ubu) e Giselda Ranieri.

Stesso posto e stessa formula delle due precedenti edizioni, con l’ingresso gratuito agli eventi (incluso il workshop di danza). Di giorno, le conferenze nella sala eventi del Museo africano; alla sera, i concerti nel Parco dei Missionari Comboniani, dove al piacere della musica si somma quello del palato, con le cucine di vari Paesi africani (senza farci mancare qualche pietanza locale).

“Africae Festival rappresenta per Verona un’occasione preziosa di riflessione – ha spiegato Jacopo Buffolo, Assessore alle Pari Opportunità e ai Diritti Umani – sull’oggi, qui e altrove. Africae da la possibilità, in una cornice di incontro e festa, di confrontarsi sulla geopolitica, sull’afrodiscendenza e anche sulle nuove norme europee sulle migrazioni. Le letture che ci offre Nigrizia ci danno ogni giorno gli strumenti per provare a vedere la realtà con occhi diversi da quelli a cui la prospettiva occidentale ci ha abituati. Tre giorni di dibattiti, musica, cibo e arte per fare esattamente questo: è il valore aggiunto che il festival porta alla nostra città, e per questo il Comune di Verona lo sostiene con convinzione”.

Come ha aggiunto Dario Bossi di Fondazione Nigrizia, “il Festival Africae è un laboratorio aperto di sogni, suoni, sapori e visioni sul continente africano: quello che sta in Africa e quello che ci abita e ci viene incontro. Verona è storicamente una città aperta al mondo, e questo festival ne è la dimostrazione più viva. In tempi difficili, l’ascolto e l’accoglienza sono i valori che ci permettono ancora di tessere speranza: li celebriamo qui, insieme, con i giovani protagonisti di questa edizione”.

Roberto Valussi di Nigrizia è entrato nel dettaglio del programma: “Abbiamo scelto per questa edizione un taglio che va oltre l’attualità più immediata, per ragionare su idee e fenomeni culturali e sociopolitici trasversali ai Paesi africani. Dalle conferenze sull’eredità di Thomas Sankara al nuovo Patto europeo sulle migrazioni, dall’industria musicale africana alle chiese neopentecostali: un programma denso, arricchito da una selezione musicale che valorizza l’ibridazione tra generi africani e contemporanei. Perché la cultura non è mai un fossile da esporre, ma un organismo vivo che cambia e si mescola”.

Spazio anche alla cucina multietnica, organizzata dal Museo Africano come ha concluso Alessandra Mantovani: “Il festival si vive anche a tavola: quest’anno gli stand gastronomici porteranno a Verona le cucine del Marocco, del Togo, della Costa d’Avorio e del Camerun, con la novità degli stand aperti anche a pranzo nel fine settimana. Accanto al cibo, l’artigianato africano e la partecipazione di numerose associazioni del territorio: perché fare rete è parte integrante dello spirito di questo festival”.

In copertina: Epoque ad Africae 2024. Foto: Tommaso Arcolin

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