Pochi tamponi e nessun programma vaccinale.
La pandemia Covid vista dall'Africa

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

L’infettivologa Miriam Zanotti è appena tornata dalla Repubblica Centrafricana dove, da metà settembre 2020 ha lavorato per “Medici Senza Frontiere” all’interno di un progetto sull’Aids avanzato in un ospedale pubblico universitario. Si tratta di un progetto di collaborazione in cui i principali attori rimangono i centrafricani: i medici, gli infermieri e la direzione sanitaria dell’ospedale, e in cui MFS è solo di supporto nella presa in carico dei pazienti, nell’applicazione di protocolli per la diagnosi e nella cura e somministrazione dei medicinali.

Quanto è seria la situazione Covid nella Repubblica Centrafricana rispetto ad altri virus e patologie?
Gli ultimi dati Covid ufficiali del Ministero risalgono al 24 gennaio e mostrano che, in realtà, il tasso di letalità è dello 0,1% quindi molto basso. Dall’inizio dell’epidemia, ovvero da marzo 2020, sono state testate poco più di 36 mila persone (su una popolazione di 4 milioni e 700 mila), di queste sono risultate positive poco meno di 5 mila con un totale di decessi pari a 63 persone. Quindi il virus è presente, circola ma nonostante ciò il tasso di mortalità è molto basso.
D’altra parte ci sono altre malattie infettive che pongono problemi molto più seri. Io mi occupo appunto di HIV e la sua incidenza nelle città raggiunge mediamente l’8% della popolazione, quindi si parla di un’infezione ben più presente, diffusa e purtroppo spesso trascurata.
Altre malattie particolarmente importanti qui sono la tubercolosi, la sifilide e la malaria, oltre a diarrea e gastroenteriti. Questi sono i problemi principali del Paese e il Covid passa decisamente in secondo piano come causa di malattia e di morte. Per contro lo Stato ha comunque previsto misure di contenimento del virus, in particolare l’uso di mascherine in ospedale, l’utilizzo del gel idroalcolico e il lavaggio delle mani.

A parte le misure di contenimento negli ospedali, vigono delle restrizioni o linee guide per la popolazione per evitare il contagio?
Non sembra che il Covid venga percepito come un problema per la popolazione locale, piuttosto come un problema per gli occidentali. Tuttavia le autorità hanno decretato delle restrizioni tra cui l’obbligo della mascherina e di lavarsi le mani in aeroporto. Qui viene anche provata la temperatura di chi parte e arriva ma, allo stesso tempo, non è richiesto un test negativo ai passeggeri che giungono da altri paesi. A parte questo l’unica differenza che si vede rispetto a prima è la disposizione di punti di lavaggio delle mani fuori dai supermercati, mentre l’uso della mascherina all’interno di questi è una scelta personale, non obbligatoria. In giro si vedono cartelloni per ricordare l’importanza d’igienizzare le mani e l’uso di mascherina, che però, in generale la popolazione non indossa. Non sono previsti lockdown, c’è il coprifuoco dalle 18 alle 6 di mattina ma in realtà è legato al contesto di guerra civile in cui il Paese si trova.

In un contesto simile, la vaccinazione anti-Covid non sembra risultare prioritaria. Che informazioni circolano in proposito?
Non ci sono particolari indicazioni sul vaccino per il Covid, né si parla di renderlo disponibile o acquistarlo. Le campagne vaccinali sono per patologie ben più presenti e letali: poliomielite, morbillo ,difterite, tetano ed epatite B. In realtà, non è chiaro come mai il Covid non abbia causato un più alto tasso di mortalità. Al momento non si sa se si tratti di una questione di tempo e se il problema si porrà più avanti. Personalmente solo una volta – e nell’ultimo mese di lavoro – ho osservato un caso di un paziente di circa 45 anni con un’insufficienza respiratoria grave non giustificata da malattie croniche precedenti o insorte negli ultimi giorni. Anche il test HIV fatto è risultato negativo. Per questo paziente sarebbe stata necessaria l’intubazione, cosa che qui non è possibile. è stata perciò incominciata una terapia anti-tubercolare, ma solo su base empirica, ovvero, per fare tutto il possibile in un’emergenza, inclusa la somministrazione di un antibiotico generico per le polmoniti, ma Il paziente è deceduto nel giro di qualche ora. Ho visto una sua radiografia e effettivamente poteva fare sospettare un caso grave di Covid ma, non lo sapremo mai, perché il test non è stato effettuato. Con l’eccezione dei pazienti HIV, la sanità Centrafricana non è gratis ma a pagamento, compresi i tamponi per valutare la positività dei pazienti. è difficile fare previsioni riguardo al Covid; quello che è certo è che per il momento non viene neanche segnalato un eccesso di mortalità per polmoniti.

Aba Pifferi

La prima puntata di “South and East” dedicata a Wuhan >>>

Ti potrebbe interessare

La mia Africa
Visti da là
La rete non fa la democrazia
La vignetta spezzata
Vita di un commesso viaggiatore (durante la pandemia)