Frecciarossa Milano-Venezia senza abbonamento? Pendolari in rivolta

Rebecca Travaglini - 8 Giugno 2016

Venezia Calling, appello per un programma culturale nella città notturna

Rebecca Travaglini - 8 Giugno 2016

Un giorno ordinario, un video per raccontare l’incontro con la disabilità

Rebecca Travaglini - 8 Giugno 2016
frecciarossa
notte a Venezia

“Si può fare: perché no?” è il progetto di Niki Leonetti, ventiquattrenne disabile dalla nascita che sogna una società in cui la disabilità venga considerata una risorsa 안드로이드 한글 파일명 다운로드. Nel 2013 insieme a un gruppo di giovani ha dato vita a un progetto che lo porta nelle scuole a insegnare che basta poco per ottenere grandi risultati xp용 ie8 다운로드. Lo testimonia anche il video Un giorno ordinario, che ha riscosso un grande successo su Facebook.

Niki Leonetti è nato a Verona nel 1992 카톡 무료 다운로드. Fin dalla nascita, in seguito a una ipossia cerebrale, è affetto da una paresi a livello sinistro e un po’ più lieve a destra, con disabilità motoria skyrim hangul patch. Nel 2013 ha fondato il progetto “Si può fare: perché no?”, in cui sfrutta l’esperienza del servizio civile e quella come animatore per promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità 강화학개론 다운로드. La sua missione è abbattere le barriere mentali e i pregiudizi nei confronti del diverso, spiegando in che modo la diversità può diventare una risorsa Download the angled wood to go. Dai bambini delle scuole elementari fino agli adulti: “Si può fare: perché no?” si rivolge proprio a tutti, perché sa parlare con semplicità attraverso racconti e video, condividendo il suo messaggio con sempre più persone Kids Kingdom.

Gli incontri con Niki

Niki da tre anni viaggia per raccontare la sua storia e spiegare in che modo sia possibile includere la disabilità in ogni ambiente della vita quotidiana, sia a scuola che sul lavoro o nelle varie comunità ethnicity of hip-hop. La sua meta privilegiata sono le scuole, dove si formano i cittadini di domani, oppure i convegni, secondo le diverse tipologie di incontro in cui si compone il suo progetto iPad web file. C’è il laboratorio in classe, in cui ci si confronta insieme sui concetti di disabilità, diversità e inclusione attraverso racconti, video ed esercizi; c’è l’incontro per l’assemblea d’istituto, che ruota intorno alla testimonianza di Niki e di altri che hanno trasformato la disabilità in punto di forza; infine, la modalità del convegno è la più flessibile e può essere una semplice presentazione del progetto e della storia di Niki oppure una serata che vede la presenza di vari ospiti come atleti paraolimpici, associazioni ed esperti 4k uhd 영화.

L’obiettivo è sempre riconoscere e valorizzare l’importanza della persona, che viene prima della sua disabilità. «Tutto è nato dall’incontro con persone che mi hanno accolto più che accettato, perché l’accogliere è una cosa che viene da dentro. Loro hanno visto in me non l’handicap ma un individuo a tutto tondo – racconta Niki. – Porto avanti il mio progetto per dare anche ad altri le possibilità che ho avuto io». “Si può fare: perché no?” è partito in provincia di Verona, e ora Niki e il suo team hanno già svolto più di 200 incontri nelle scuole e nei comuni del Nord Italia, invitati anche in Trentino e in Piemonte. Inoltre Niki ha partecipato a due edizioni del Treno della Memoria, il progetto che dal 27 gennaio 2005 ha portato circa 30mila ragazzi fra i 17 e i 25 anni provenienti da diverse regioni d’Italia a visitare Auschwitz e Birkenau, in un percorso educativo che cerca di formare nuovi cittadini attivi nel costruire la realtà che li circonda attraverso momenti di gioco, testimonianze, incontri e laboratori. La meta del Treno della Memoria è Cracovia, dove Niki è stato invitato a partecipare come relatore.

Un giorno ordinario, il video che racconta un’inclusione possibile

Il video Un giorno ordinario, semplice e immediato, ha avuto un enorme successo su Facebook, raggiungendo in breve tempo più di 74mila visualizzazioni e oltre 225mila persone in tutta Italia. Il titolo sta a significare che non c’è nulla di straordinario nel vivere con una disabilità se questa viene vista non come un peso, ma come qualcosa che può essere valorizzato grazie all’amore, all’affetto o semplicemente al rispetto. «La disabilità è un mondo che è dietro l’angolo, ma l’amore e la voglia di vivere hanno superato le barriere», afferma Niki, ed è ciò che si augura per tutte le persone con disabilità. In fondo – dice – basta poco.

Rebecca Travaglini