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Evgeny Morozov
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Marion Cotillard, "Deux jours, une nuit"

Dieci anni fa le immagini degli impiegati di Lehman Brothers che abbandonano il grattacielo di New York portando gli scatoloni con i propri effetti personali, dopo il fallimento della banca. Foto e video che fanno il giro del mondo e diventano icone di una crisi che dai mutui subprime americani sarebbe presto diventata globale. E che non poteva risparmiare quella fabbrica dell’immaginario che di realtà si nutre: cinema, di finzione e documentario, serie tv, serialità web. È questo il nodo al centro della conferenza “2008-2018 Rappresentazioni del lavoro nell’audiovisivo in un decennio di crisi” in programma a Vicenza sabato 28 aprile, nell’ambito della terza edizione di Working Title Film Festival, festival del cinema del lavoro di cui A Nordest Di che è media partner.

Un confronto multidisciplinare – le biografie dei relatori sono qui sul sito del festival – che partirà con il filosofo Enrico Terrone, cui è affidato il tema “Il cinema è l’ontologia del lavoro”. Seguirà l’intervento del docente alla Louisiana State University Paolo Chirumbolo su “Il lavoro nel cinema italiano”.

Con Elena Testa, responsabile dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, si affronterà “La riscoperta dell’archivio: il materiale di repertorio nel cinema d’oggi”. “Il lavoro e le serie tv: microcosmi, identità e questioni sociali” è invece il titolo dell’intervento di Chiara Checcaglini, ricercatrice autrice, tra le altre cose, di un saggio sulla fortunatissima serie HBO Breaking Bad.

Infine i ricercatori Tiziano Toracca e Angela Condello esporranno i risultati di “I work therefore I am (European): un progetto europeo su identità sociali, mobilità, integrazione e rappresentazione”.

wtff3_conferenza_fb_lowL’obiettivo, come spiega la direttrice artistica Marina Resta, è «indagare il decennio 2008 – 2018, caratterizzato da una crisi economica e sociale epocale, attraverso alcuni case studies in ambito audiovisivo. Gli interventi dei relatori metteranno a fuoco le forme con cui il cinema di finzione, il cinema documentario, la serialità televisiva e web si sono contaminati con una realtà sociale sempre più difficile e complessa, che non poteva (e non può) più essere ignorata, nemmeno nei formati audiovisivi più di intrattenimento. Da questo contesto e da un avanzamento tecnologico sono scaturiti nuovi linguaggi e forme audiovisive sempre più ibride e nuove forme di utilizzo dei materiali d’archivio».

L’appuntamento, ad ingresso libero, è per il 28 aprile dalle 15 alle 18 a Exworks (strada del Pasubio 106/G, Vicenza), una ex officina riconvertita in spazio per l’arte e il design. Dopo la conferenza è previsto un aperitivo offerto da Pane Quotidiano, progetto sociale della cooperativa Idea Nostra. E poi, dalle 21.00, spazio alle proiezioni dei film di Extraworks, una nuova sezione di concorso dedicata al cinema sperimentale e alla videoarte.

Foto: tratta dal film Due giorni, una notte (Deux Jours, Une Nuit) di Jean-Pierre e Luc Dardenne (2014), dal web