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Genocidi in Ruanda: Silvana Arbia non è stata a guardare

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Ha dovuto affrontare storie di crimini quasi da non credere, tanto erano efferati. Una situazione che si scontrava con l’indifferenza del mondo civilizzato: Silvana Arbia, già procuratore nel Tribunale penale internazionale per il Ruanda, presenterà lunedì a Venezia il suo “Mentre il mondo stava a guardare”. Appuntamento alle 17.30 all’Ateneo Veneto, in campo San Fantin (di fronte alla Fenice): l’incontro, organizzato con il club Soroptimist di Venezia, sarà presentato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori. Il libro è edito da Mondadori nella collana Ingrandimenti (192 pagine, euro 17.50)

Silvana Arbia è stata per otto anni in prima linea in Ruanda: ruolo che l’ha portata in zone pericolose, dove ha raccolto storie di crimini disumani. C’è Pauline Nyiramasuhuko, ministro della Famiglia in Ruanda e prima donna accusata di genocidio e di stupro quale crimine contro l’umanità, c’è il sacerdote Athanase Seromba, responsabile del massacro di circa duemila tutsi nella sua stessa chiesa. La testimonianza della Arbia ci racconta da un punto di vista assolutamente unico alcune spaventose violenze di massa, oggi spesso dimenticate, dando voce alle vittime dei genocidi, analizzando come agiscono i più feroci carnefici, e spiegando perché molti Stati spesso intralciano l’azione dei tribunali internazionali.

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