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Gli 11 tipi di caffè australiani

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Essere italiani in Australia è cosa difficile. Prima di tutto siamo preceduti da grandi aspettative, specialmente sul cibo, che non devono per nessun motivo essere distrutte. Siamo tutti capacissimi di cucinare una varietà infinita di piatti, ce ne intendiamo in modo quasi morboso di vino e soprattutto non rinunciamo alla necessità divina di un caffè “come Dio comanda”. Tutti noi, tutti insieme, tutti uguali. Credetemi è un passo avanti, sono in fin dei conti poche cose contando che ho dovuto dissuadere più di un australiano sul fatto che no, gli uomini in Italia non hanno tutti dei maestosi e simmetrici baffi alla Super Mario.

Su un fatto però qui Down Under quando si parla del Bel Paese non c’è modo di dissuaderli dalle loro credenze. Il caffè. In Italia si beve il caffè più buono del mondo. Potrei anche dire che fin qui siamo tutti d’accordo. Quello che in Australia, o almeno a Sydney danno per scontato è che anche noi abbiamo tutti i variopinti tipi di caffè che propongono loro. E loro ne propongono 11.

1.Espresso

2.Ristretto

3.Macchiato

4.Cappuccino

5.Latte

6.Piccolo

7.Flat White

8.Long Black

9.Mocha

10.Affogato

11.Iced Coffee

Riuscire a dissuaderli su questo fa ormai parte di quelle missioni impossibili, come trovare un regionale in orario. Lavorando in un caffè, come terzo e spero definitivo impiego qui a Sydney, ho dovuto imparare in fretta, come poi è sempre richiesto a noi working holiday visa. Ancora più in fretta dato che ero italiana e “sapevo di cosa si trattava”. Mentire, mentire è stata la mia carta vincente. Mentire spudoratamente in faccia al capo affermando che “sì sapevo di cosa si trattasse ed ero un portento a fare i vari tipi di caffè propostimi dalla società australiana”. Una breve ricerca su google il giorno prima della prova e scopro che in fin dei conti cosa cambia da un caffè e l’altro è la quantità e la qualità del latte, per così dire. Un Flat White, dato che deve essere appunto “flat”, piatto, predispone che il latte venga versato sul caffè in modo veloce in un punto solo così da non fare cadere la schiuma. Diverso ovviamente dal Cappuccino che è un tripudio di schiuma di latte e cioccolato in polvere in cima. E il Latte? Che ancora provoca profondi turbamenti del mio subconscio che associa questa parola al semplice cartone del Latte, ma che invece qui indica più specificatamente il “caffèlatte”: un punto a metà tra Flat White e Cappuccino con egual quantità di caffè, latte e schiuma del latte. Niente cioccolato in polvere sopra e servito in un bicchiere invece della tazzina. Il Piccolo è la versione in miniatura.

Il Long Black è un classico caffè lungo nero, bandito in molte località Italiche a causa del suo forte gusto di acqua sporca aromatizzata al caffè e al suo basso tasso di caffeina e quindi di necessario apporto di adrenalina nel momento del bisogno. I numeri 9, 10 e 11 indicano a parer mio “i caffè ammazzati dallo zucchero”. La Mocha ahimè non sta ad indicare la graziosa macchinetta che ogni mattina amorevolmente la mamma mette sul fornello e che ti sveglia facendo le fusa e emanando quell’idillico profumo di caffè per tutta casa. No per la popolazione dell’Altro Mondo sta ad indicare un cappuccino con due cucchiai di cioccolato in polvere sciolti dentro. In parole povere una cioccolata calda al gusto di caffè, che a parer mio a poco diritto di esistere quasi quanto al caffè lungo.

L’affogato è conosciuto anche nel Bel Paese e lo ammetto può essere una piacevole possibilità nelle calde giornate di luglio. L’Ice Coffee non è altro che un caffè affogato da molto più gelato, latte e cioccolato. Una botta calorica camuffata dalla scusa “Ho caldo non mi va il caffè normale”.

Ilaria Casini

9 comments

  1. Roba straordinaria insomma, come in tutto il resto del mondo nelle caffetterie di ispirazione pseudo italiana ci sono le stesse cose di un bar italiano, escluse le varianti, con lo stesso nome con forse una leggera modifica.
    Sbalorditivo.

    1. Ah, il caffè lungo all’americana contiene circa 4 volte la caffeina di un espresso, che è proporzionale al tempo di infusione, al contrario del gusto. 😉

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