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Quello che Napolitano non ha detto

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Ah, la RealPolitik! Caro presidente Napolitano, ben venga l’incontro coll’omologo serbo Tomislav Nikolic. In fondo è il compito di un Capo dello Stato, quello di incontrare tutti, di rappresentarci. E si può anche chiudere un occhio sul fatto che Nikolic sia un po’ troppo nazionalista, e negazionista (Srebrenica non fu un genocidio, ha detto).

Fare il  presidente della Repubblica, in fondo, non dev’essere così divertente. Si debbono vedere certi ceffi che, insomma, non sono certo degli esempi. Però c’è un grande vantaggio: si parla a nome degli italiani. Ed ecco, caro presidente, quello che è mancato in questo incontro: un riferimento, anche un accenno  sarebbe bastato, critico sulle posizioni di Nikolic. Perché, presidente, chi ha letto le parole di Nikolic, chi ha approfondito il suo pensiero, è rimasto indignato, sbigottito. Questo è quello che pensano gli italiani (quantomeno quelli che se ne interessano). E siccome i reati d’opinione ci spaventano (non si  può andare in galera per un pensiero) bisogna percorrere la via maestra:  seppellire e combattere tesi pericolose, come quelle di Nikolic.

Presidente, si sa come va la politica. Però lei rappresenta gli italiani: con Nikolic non l’ha fatto del tutto. Ci voleva più coraggio. Quel coraggio che, se usato quotidianamente da ogni cittadino, migliorerebbe questo Paese. Ma senza il buon esempio dall’alto, è dura.

Enrico Albertini

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