Quando partire per spendere meno

Redazione - 11 settembre 2013

Google festeggia 10 candeline in Irlanda creando un centro per l'innovazione

Redazione - 11 settembre 2013

This must be the place

Redazione - 11 settembre 2013
empty image
empty image

C’è qualcosa di magico e di elettrico nell’atmosfera che David Byrne e Annie Clark, in arte St. Vincent, riescono a creare sul palco. E’ appena terminato il loro concerto a Padova (oggi, 11 settembre, saranno a Roma) e il Gran Teatro Geox ha appena finito di ballare sotto il palco.

Byrne e St. Vincent, usciti per i bis, sembrano quasi sorpresi di ritrovarsi tutto il pubblico ai loro piedi. Ma c’è poco da sorprendersi: il concerto – che porta in tour l’album Love This Giant – lascia senza fiato. Intenso, spettacolare, divertente. Accompagnati da otto ottoni, un tastierista e il batterista, Byrne e St. Vincent si dividono quasi equamente il palco.

Poco, pochissimo, lo spazio per la nostalgia dei Talking Heads, giusto nel finale Burning Down The House e Road To Nowhere e poco prima This Must be the place e Wild Wild Life. Il cuore dello spettacolo è la lotta (a tratti anche mimata) tra i due musicisti per contendersi il palco, con l’ex leader dei Talking Heads – David è di sicuro un gran signore – spesso nel ruolo di comprimario ballerino, musicista, regista, voce di supporto al grandioso spettacolo di St Vincent: un concentrato di energia nervosa e bellezza da lasciar turbato e inebetito lo spettatore. I suoi passettini brevi e costretti, il pallore ottocentesco, i movimenti nervosi delle braccia esplodono in una chitarra ossessiva, una voce fragile, una robot dance che sembra nascondere più che rivelare.

La sensazione finale di essere andati a un concerto di David Byrne (che – intendiamoci – c’è e si sente) e di essere tornati a casa con un pacco regalo. Misterioso e conturbante. Concerto da non perdere.

Le altre recensioni di And: Ex Csi, noi reduci; Capossela sulle Dolomiti

Leave a comment

*