Carlo Cottarelli “out of office” tra grigliate e canzoni

di Simonetta Nardin
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Il 9 aprile alle 18 sulla pagina Facebook del Teatro Cristallo di Bolzano verrà trasmessa un conversazione con Carlo Cottarelli sul suo libro “All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica” (Feltrinelli).
La presentazione sarà moderata da Simonetta Nardin che ci ha inviato questo ricordo degli anni passati a Washington come vicina di casa di Carlo Cottarelli.

Carlo Cottarelli dirige dal 2017 l’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano e insegna alla Bocconi. Ha lavorato in Banca d’Italia, Eni e al Fondo Monetario Internazionale dove, tra il 2008 e il 2013, ha diretto il dipartimento di Finanza Pubblica. È stato Commissario straordinario per la revisione della spesa del governo italiano dall’ottobre 2013 al novembre 2014

Simonetta Nardin, esperta di relazioni internazionali e comunicazione, ha lavorato come giornalista e per organismi non governativi, UNICEF e il Fondo monetario Internazionale dove, dal 2014 al 2018, ha diretto l’ufficio stampa.

Simonetta Nardin e Carlo Cottarelli a Bolzano

Ho avuto l’onore di lavorare con Carlo Cottarelli al Fondo Monetario Internazionale (FMI), quando io ero all’ufficio stampa e lui al Dipartimento di Finanza Pubblica, che ha diretto dal 2008 al 2013. Ma, soprattutto, ho avuto la fortuna di averlo come vicino di casa a Washington, quando il caso volle che ci trasferissimo proprio di fronte a casa Cottarelli – il che significò inviti a splendide grigliate con la sua bella famiglia, un servizio impeccabile di sgombero neve (nevica spesso a Washington!), che lui e il figlio offrivano gentilmente al vicinato.
Ricordo con particolare piacere le celebrazioni per la “Festa della Repubblica”.
Carlo Cottarelli suona molto bene la chitarra anche se, in compagnia, lo fa raramente ed esclusivamente dopo aver esercitato gli accordi in solitudine. Per diversi anni, nel cortile di casa mia, abbiamo organizzato un “2 Giugno Alternativo,” una Festa della Repubblica per tutti gli italiani di Washington durante la quale cantavamo a gran voce un repertorio di canzoni italiane, soprattutto cantautori, fino alle ore piccole.
Si attaccava con l’inno di Mameli, seguito di solito dai cavalli di battaglia di Carlo: Battisti e Guccini. Partecipò anche l’anno in cui il presidente Mattarella gli aveva chiesto di formare un governo. Tornato a Washington per qualche giorno di vacanza dopo aver rinunciato all’incarico, aveva semplicemente messo da parte il famoso trolley, tirato fuori la chitarra dal fodero, e si era rimesso a cantare insieme agli espatriati italiani che, da lontano, avevano fatto il tifo per lui.

Negli anni a Washington parlavamo soprattutto della crisi dell’euro, gli anni bui in cui la lentezza della risposta europea alla crisi mise in dubbio addirittura la tenuta dell’unione monetaria.
Di certo durante quelle chiacchierate non potevamo prevedere un cambiamento epocale come quello che si è avuto dalle istituzioni europee con la risposta alla pandemia. Grazie soprattutto agli interventi europei anche per l’Italia il rimbalzo del prodotti interno lordo (PIL) previsto supera le aspettative e, pur con tutte le difficoltà e le tragedie legate alla crisi, l’economia potrebbe tornare al punto di partenza (come livello di PIL) alla fine di quest’anno. Nel sentirlo per perfezionare i dettagli dell’incontro del 9 aprile, gli ho chiesto se basterà tornare al punto di partenza per una vera rinascita del Paese.
Mi ha risposto così: “Sono abbastanza fiducioso che il rimbalzo del PIL possa essere rapido,” mi dice Cottarelli da Washington, dove ha trascorso le vacanze di Pasqua con la famiglia che ancora vive lì. “Concordo con il FMI che – se la vaccinazione va avanti – si può arrivare già alla fine di quest’anno con un livello di PIL simile a quello del 2019. Ma non è sufficiente tornare a quel punto. Il mondo pre-COVID non era per l’Italia particolarmente attraente: nel 2019 abbiamo concluso il peggiore ventennio della storia economica italiana: dal 1861 non c’era mai stato un ventennio con la crescita cosi bassa (a parte gli anni delle guerre). E quindi le cose si fanno più difficili.”

Simonetta Nardin

Crediti immagine di apertura: International Monetary Fund

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